MARGHERITA DI SAVOIA - Quindici giorni fa, denunziando lo stato di degrado ambientale in cui versa la città (leggi, ndr), invitai l’Amministrazione ad adottare con urgenza ogni iniziativa diretta a rimuovere o, almeno, a mitigare gli effetti devastanti che tale situazione riverbera sull’immagine di un’intera comunità che, nel turismo, ha riposto le sue speranze per un futuro di sviluppo economico e di progresso sociale.
Purtroppo, anche questa mia ultima invocazione è rimasta priva di un riscontro positivo da parte dei responsabili dei settori interessati.
La città continua ad essere sporca, non per colpa degli operatori ecologici, che, essendo assunti part-time, non possono fare di più, ma a causa di un’organizzazione evidentemente errata ed incontrollata del servizio, cui contribuisce anche l’inciviltà di alcuni cittadini.
Lo stato pietoso della villa comunale e delle piazze pubbliche è l’esempio più emblematico dell’indifferenza, mista a protervia, del Sindaco e degli Assessori competenti (si fa per dire!!), che assistono imbelli allo scempio del verde pubblico (per quel che è rimasto!!) e dell’ambiente.
Perché non intervengono? Ci sono motivi che impediscono loro di adempiere ad un dovere istituzionale, per giunta retribuito, sanzionando le imprese inadempienti e sollevando dalle funzioni i dirigenti ed i dipendenti infedeli?
Ma poi: dove sono i vigili urbani? C’è qualcuno che li ha visti nei luoghi più sensibili della città, sanzionando chi circola indisturbato sul lungomare con bici elettriche e ciclomotori, o chi inquina acusticamente l’ambiente alla guida di moto con le marmitte sfondate/truccate, che sfrecciano a velocità elevata sulle strade urbane a qualsiasi ora del giorno e della notte?
Tutto va bene per i nostri amministratori. Tutto va bene anche per un’opposizione, ormai ridotta ad ufficio stampa del Sindaco ed in continuo stato di aspettativa, invero di recente soddisfatta attraverso l’assunzione di qualche familiare. Mi aspetto, sul punto, la reazione indignata degli interessati, cui replicherò, se necessario, con dovizia di particolari.

In taluni settori, però, l’Amministrazione è sollecita e premurosa. Per esempio, nel rilascio di autorizzazioni alla collocazione non solo di un orribile scatolone in ferro installato sul lungomare, ma di manufatti pubblicitari, anch’essi fonte di inquinamento ambientale. Ne sono stati collocati, di recente, in tutto il territorio cittadino. Sulla scorta di quale necessità pubblica e di quale parere paesaggistico?
Sanno i nostri valenti Amministratori che, in città turistiche come Margherita, l’utilizzo e la collocazione di spazi pubblicitari avviene attraverso la pubblicazione di bandi di gara e di capitolati che prevedono, a carico degli affidatari, il pagamento di canoni a favore delle casse comunali?
Sanno i nostri premurosi Amministratori quanto incassano mensilmente (migliaia di euro!!) le società che li collocano, dalle aziende che fanno pubblicità? Delle due: o sono colpevolmente ignari ed incompetenti, o sono corresponsabili di un danno erariale di rilevante entità.
Se non si blocca immediatamente la collocazione di stendardi, plance e posters (revocando le autorizzazioni concesse ed in corso di esecuzione), e se non si adotta un regolamento sulla gestione degli spazi, denuncerò l’illecito alla Corte dei Conti, perché promuova la dovuta azione di responsabilità contabile in danno degli amministratori e funzionari responsabili.
Avv. PIETRO DI BENEDETTO
