Mattarella promulga la legge sulla concorrenza ma chiede correzioni alla normativa: è “in contrasto con il diritto europeo” come nel caso dei balneari

MARGHERITA DI SAVOIA - Il 30 dicembre scorso, il presidente Sergio Mattarella ha promulgato la legge annuale per il mercato e la concorrenza, sollecitando al governo adeguamenti normativi, in materia di concessioni per il commercio su aree pubbliche, come già avvenuto con i balneari un anno fa.

Nel comunicato inviato ai presidenti delle Camere, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, e alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il Capo dello Stato ha evidenziato l’importanza del rispetto del principio di libera concorrenza per l’assegnazione delle concessioni pubbliche. Mattarella ha chiarito che la firma sulla legge, frutto dell’iniziativa governativa e ratificata dal Parlamento, è coerente con gli impegni presi dall’Italia nel contesto del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Nel contempo, ha messo in luce vari aspetti problematici, come la dilazione concessa agli ambulanti e, in modo simile, ai gestori balneari.

«Ritengo doveroso - scrive Mattarella - richiamare l’attenzione del governo e del Parlamento sull’articolo 11 della legge, in materia di assegnazione delle concessioni per il commercio su aree pubbliche, che, oltre a disciplinare le modalità di rilascio delle nuove concessioni, introduce l’ennesima proroga automatica delle concessioni in essere, per un periodo estremamente lungo, in modo che appare incompatibile con i principi più volte ribaditi dalla Corte di Giustizia, dalla Corte costituzionale, dalla giurisprudenza amministrativa e dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato in materia di apertura al mercato dei servizi. Inoltre, i criteri generali per il rilascio di nuove concessioni, secondo quanto affermato anche dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato, appaiono restrittivi della concorrenza in entrata e favoriscono, in contrasto con le regole europee, i concessionari uscenti».

Il Presidente esprime quindi il suo appello affinché si proceda con adeguamenti normativi che allineino la legislazione italiana agli standard richiesti dall’Unione Europea e dalle autorità competenti, garantendo così un sistema equo e trasparente per l’assegnazione delle concessioni pubbliche.

Redazione CorriereOfanto.it