MARGHERITA DI SAVOIA - In occasione delle celebrazioni per il 163° anniversario dalla nascita dell’Esercito Italiano, Rai1 ha dedicato un ampio spazio di approfondimento all’evento nel corso della nota trasmissione “Unomattina”, andata in onda il 6 maggio scorso (video). Al Sottocapo di Stato Maggiore, Gen. C.A. Salvatore Camporeale, originario di Margherita di Savoia, l’onore di ripercorrere a beneficio del vasto pubblico televisivo la storia del nostro esercito nazionale, rimarcandone i valori.
Il Gen. C.A. Salvatore Camporeale, nella sua lunga carriera, è stato Assistente Militare e Aiutante di Campo del Presidente della Repubblica Italiana, Comandante dell’Accademia Militare, Vicecomandante della Missione NATO Resolute Support in Afghanistan, Comandante del Comando per la Formazione, Specializzazione e Dottrina dell’Esercito (COMFORDOT), Comandante del Comando delle Forze Operative Nord e Comandante delle Forze Operative Terrestri (COMFOTER). Dal 5 aprile 2024 è Sottocapo di Stato Maggiore dell’Esercito (leggi).
“163 anni ben portati, ma in realtà molti più anni di storia, perché i nostri reggimenti risalgono già al 1600, come i Granatieri, nati nel 1659”, ha esordito il Gen. C.A. Salvatore Camporeale, rispondendo alla prima domanda del conduttore Massimiliano Ossini. “Per cui 163 anni dal 4 maggio 1861, quando l’allora ministro della guerra, Manfredo Fanti, firmò il decreto che cambiò il nome dell’Armata Sarda in Esercito Italiano. E da allora siamo l’Esercito degli italiani, perché noi siamo sempre presenti: lo siamo con l’operazione Strade Sicure, 6.800 uomini schierati in tutta Italia, nelle stazioni, nella Terra dei fuochi, per contribuire alla sicurezza con le Forze dell’Ordine e la Polizia. L’Esercito interviene anche nelle pubbliche calamità, come abbiamo visto per l’alluvione in Romagna o durante il Covid.”
Una missione risalente nel tempo: “Si tratta di un compito storico dell’Esercito: nel 1908, in occasione del terremoto calabro-siculo, i primi ad intervenire furono proprio i reparti dell’Esercito. È una missione che ci portiamo dentro da sempre. La famiglia dell’Esercito è grandissima, formata da varie Armi e Corpi: Fanteria, Cavalleria, Artiglieria, Genio e Trasmissioni; ciascuno ha poi le sue specialità: bersaglieri, alpini, paracadutisti, lagunari, carristi, guastatori, pompieri, pionieri.”
Tra passato e futuro, i punti fermi dell’attività dei nostri militari: “Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Gen. C.A. Carmine Masiello, ha ricordato nel suo ultimo discorso i tre capisaldi del suo mandato: tecnologia, addestramento e valori. Tecnologia perché è sempre stata un game changer (punto di svolta, ndr) nella storia delle guerre e oggi lo è ancora di più perché significa dominio cyber. La capacità di mantenere il controllo dello spettro elettromagnetico è fondamentale per mantenere la superiorità sull’avversario.”
In conclusione del suo intervento, il Gen. C.A. Salvatore Camporeale ha voluto rivolgere “un pensiero a tutti i soldati che sono schierati all’estero, sono 4.500, dalla Lettonia all’Ungheria, Bulgaria, Kosovo, Bosnia, Libano, Iraq, Somalia, Niger e così via. Come ricordava il signor Ministro della Difesa, On. Guido Crosetto, il soldato italiano ha una speciale attitudine a rapportarsi con i popoli. L’Italia è conosciuta nel mondo per ciò che fanno i nostri soldati. Auguri a tutte le donne e gli uomini dell’esercito e all’Italia.”
Redazione CorriereOfanto.it
