MARGHERITA DI SAVOIA - «Mi ero imposto di non intervenire nelle vicende politico-amministrative del nostro Comune fino a settembre per non arrecare danni alla economia cittadina conseguenti alla denuncia di fatti ed inadempienze da parte della nuova amministrazione la cui maggioranza, in termini di presenze, mi è sembrata migliorata rispetto al passato.
Manterrò il proposito non parlando di questioni, già sollevati dalla opposizione, che riguardano lo scandaloso stato del decoro urbano, che costituisce uno dei temi sui quali chi gestisce la cosa pubblica in una città che punta sullo sviluppo turistico, deve profondere ogni energia. Parlerò, dopo aver assistito in streaming all’ultima seduta del Consiglio comunale (video, ndr), della grave patologia che affligge il nostro Sindaco, ovvero dell’allergia ad ogni forma di critica e di opposizione.
Come è noto ai più, l’allergia è una condizione nella quale il sistema immunitario di un individuo reagisce in maniera anomala nei confronti di alcune sostanze provocando situazioni di sofferenza anche acuta.
Il sistema immunitario del Sindaco reagisce immediatamente ad ogni forma di critica del suo operato con un atteggiamento aggressivo e talvolta offensivo nei confronti del suo malcapitato interlocutore.
Durante l’ultimo Consiglio comunale il Sindaco, disattendendo l’accordo raggiunto dai capi-gruppo, è intervenuto provocatoriamente nei confronti del Consigliere Quarta Emanuele per invitarlo a chiarire il contenuto di interrogazione con richiesta di risposta scritta, dallo stesso presentata per sapere se la vendita, senza gara, alla IFE dell’immobile prima adibito a Centro Padre Pio sia stata una iniziativa del Responsabile dell’Ufficio tecnico, arch. Paolo Camporeale - lo stesso che ha poi proceduto alla stima del bene ed alla successiva vendita così compiendo atti che evidenziano una concentrazione di funzioni ed una situazione di incompatibilità difficilmente contestabile - oppure una condotta attuata con l’indirizzo ed il consenso dell’organo politico (leggi, ndr). La stessa interrogazione conteneva una richiesta di chiarimento sulla vendita di una area comunale adiacente all’intervento edilizio in zona “Erba dei Cavallari”, sempre senza gara, di una area pubblica.
Non raccogliendo la provocazione il Consigliere ha tentato di spiegare che l’Amministrazione aveva il dovere di rispondere per iscritto alla sua interrogazione, riservandosi, egli, ogni valutazione ed iniziativa conseguente. Ostacolato da interruzioni da parte del Sindaco e sovrastato dal tono veemente ed aggressivo dei suoi interventi ripetuti.
L’apoteosi allergica si è manifestata subito dopo, con l’intervento della Consigliera Grazia Galiotta.
Nell’esercizio delle sue funzioni, Grazia Galiotta ha sollevato critiche alla gestione del servizio di igiene urbana (che costa alla comunità la somma di oltre tre milioni di euro) ed ha chiesto chiarimenti all’Assessore Piazzolla, titolare della delega, in merito alla inefficiente gestione del servizio ed al criterio di assunzione di 18 unità lavorative provenienti da Barletta e San Ferdinando di Puglia. Ha anche richiamato i Consiglieri di maggioranza ad evitare di incorrere in responsabilità amministrative deliberando l’assunzione di spese per attività già retribuite ad una azienda per giunta inadempiente.
Non l’avesse mai detto! Nell’assordante silenzio dell’interpellato Assessore Piazzolla, si è levata la voce roboante del Sindaco che con un eloquio offensivo della sacralità del luogo e lesivo della funzione e della dignità di un rappresentante del popolo, per giunta donna, ha dato sfogo al suo rancore, esaltando il suo successo elettorale e la grave sconfitta inflitta alla Galiotta, successivamente apostrofandola con epiteti offensivi, pronunciati in dialetto e con voce visibilmente alterata.
Quel che mi meraviglia è che il Presidente del Consiglio, sulla cui probità non ho tuttavia motivo di dubitare, non è intervenuto a difesa delle prerogative e dell’onore di una Consigliera verbalmente aggredita dal Sindaco, né mi risultano siano state assunte posizioni critiche da parte dei Consiglieri di maggioranza, soprattutto donne, dirette a stigmatizzare un comportamento così inaccettabilmente insolente.
Il Sindaco ha il dovere di chiedere scusa per quanto avvenuto ed ha il dovere di consentire l’esercizio del diritto di critica alla sua gestione amministrativa, soprattutto quando questa investe temi di particolare importanza per la città.
La gestione del servizio di nettezza urbana, che incide significativamente sulle tasche dei cittadini, la cura del verde pubblico, come quella del patrimonio pubblico non sono (o non dovrebbero essere) un affare privato del Sindaco, ma affari della comunità, nella sua espressione più autentica, democraticamente rappresentata dai consiglieri comunali.
Ma di questo ci occuperemo a settembre, perché intendo rispettare il mio proposito.»
Avv. PIETRO DI BENEDETTO