Distretto Ofantino dell’Ortofrutta, avviato il percorso costitutivo. Capacchione: “Fare sistema per rafforzare il comparto agroalimentare”

FOGGIA - È stato presentato oggi, nel corso dell’Assemblea della Sezione Ortofrutticola, il progetto del Distretto Ofantino dell’Ortofrutta, iniziativa promossa dalla Confederazione degli Agricoltori e Agroindustriali di Capitanata con il supporto dell’equipe di Vueffe Consulting, finalizzata alla costruzione di un modello organizzato, competitivo e sostenibile per uno dei territori agricoli più rilevanti del Mezzogiorno.

Con l’avvio del percorso costitutivo prende forma un progetto che coinvolge l’area della valle dell’Ofanto, comprendente, tra gli altri, i comuni di Barletta, Canosa di Puglia, Cerignola, Margherita di Savoia, San Ferdinando di Puglia, Trinitapoli e Zapponeta, territorio caratterizzato da una consolidata vocazione ortofrutticola e dalla presenza di imprese strutturate lungo l’intera filiera agroalimentare.

“L’idea di costituire il Distretto nasce da un’esigenza chiara: trasformare un patrimonio produttivo già forte in una vera strategia di sistema”, ha dichiarato il presidente Francesco Capacchione. “Oggi le imprese, da sole, non bastano più. Servono organizzazione, massa critica e capacità di stare sui mercati. Il Distretto è lo strumento per fare questo salto di qualità”.

L’iniziativa punta a integrare produzione agricola, trasformazione, logistica e commercializzazione all’interno di una visione unitaria, con l’obiettivo di rafforzare il posizionamento competitivo dell’area ofantina e consolidarne il ruolo nel comparto dell’ortofrutta di qualità. Il progetto si fonda su principi di innovazione, sostenibilità ambientale, tracciabilità e organizzazione di filiera, con l’intento di valorizzare le produzioni simbolo del territorio, tra cui pesca e percoco, uva da tavola, carciofo violetto, orticole costiere e oliva Bella di Cerignola.

“Non si tratta solo di valorizzare le produzioni - ha aggiunto Capacchione - ma di costruire un’identità riconoscibile sui mercati, capace di generare valore economico e occupazione”.

Nel corso della presentazione è stato inoltre precisato che il Distretto Ofantino non nasce in sovrapposizione ad altri distretti o ai sistemi DOP e IGP già esistenti, ma come modello complementare, orientato a rafforzare produzioni che oggi non risultano ancora pienamente valorizzate attraverso specifici regimi di qualità riconosciuti.

Il Distretto sarà strutturato come una piattaforma partecipata che coinvolgerà imprese agricole e agroindustriali, organizzazioni di produttori, enti locali, università, centri di ricerca, sistema camerale e formativo. Tra gli obiettivi operativi figurano il rafforzamento del potere contrattuale delle imprese, l’accesso a finanziamenti regionali, nazionali ed europei, la promozione dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità, oltre al consolidamento della presenza delle aziende sui mercati nazionali e internazionali.

“Iniziative come questa - ha concluso Capacchione - non guardano solo all’immediato. Il Distretto rappresenterà un’infrastruttura economica destinata a durare nel tempo, un progetto che vogliamo lasciare in eredità alle imprese e alle nuove generazioni. Il futuro dell’agroalimentare passa dalla capacità di fare sistema”.

GAETANO DALOISO