TRINITAPOLI - Sorgono polemiche nella gestione del Partito Democratico di Trinitapoli. Filomena Bruno si dimette dal direttivo sezionale “per la conduzione solitaria e priva di dialogo del partito in un momento delicato - sottolinea - del percorso politico per la vicinanza delle elezioni amministrative, dopo lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose”.
E critica il silenzio dei vertici del partito, locale e provinciale, per il protrarsi dell’assenza di dibattito politico. “Non vi sono riunioni degli iscritti nel circolo da più di un mese - denuncia Bruno - mentre apprendo che il segretario cittadino, Donato Piccinino, è molto attivo nel cercare una soluzione per la candidatura a sindaco al di fuori del dibattito interno, ignorando anche la proposta degli iscritti e di tutti gli ex sindaci del centrosinistra di mantenere la leadership nell’alveo del PD.
Mi ha lasciato, altresì, molto sgomenta aver appreso di una riunione il giorno 11 marzo u.s. a Bari, dove alla presenza di Piccinino e del segretario provinciale Lorenzo Marchio Rossi - all’insaputa di tutto il circolo - è stata presentata dal capogruppo regionale PD, Filippo Caracciolo, al presidente Michele Emiliano una candidatura, a suo dire, ‘unitaria’ del centrosinistra, nella persona di Tiziana De Pasquale, immortalata di recente accanto alla sen. Licia Ronzulli, nella sede di Forza Italia”.
“Una candidatura - prosegue Bruno - che nell’ambiente del centrosinistra è stata vivamente contestata, tanto da riaprire la discussione (sempre fuori dal Circolo). Infatti, la settimana scorsa si è tenuta un’altra riunione a Barletta (presso lo studio di Filippo Caracciolo) dove, alla presenza di Donato Piccinino, Lorenzo Marchio Rossi, Anna Maria Tarantino e Tiziana De Pasquale, sono state proposte le primarie di coalizione”.
“Sappiamo - sostiene Bruno - che Anna Maria Tarantino ha accettato le primarie, ma che, invece, Tiziana De Pasquale si è immediatamente sfilata, rifiutando ogni ulteriore contatto con il nostro partito. Appare evidente che non è più possibile tollerare lo svilimento che gli iscritti del PD di Trinitapoli subiscono, ancor più se, come me, rivestono un incarico nel direttivo”.
“Non è possibile - conclude - che una situazione politica seria come quella di Trinitapoli, unico Comune della BAT che affronta le amministrative di giugno, possa essere gestita lontano dalla città e con soluzioni calate dall’alto, ben lontane dai valori del PD. Pertanto, non intendo più mettere la mia persona a servizio del direttivo del PD”.
GAETANO SAMELE