San Ferdinando di Puglia, il Consiglio comunale respinge la mozione di censura a Todisco e approva tre nuovi regolamenti, tra confronti e tensioni

SAN FERDINANDO DI PUGLIA - Dopo settimane di acceso dibattito pubblico e polemiche politiche, il Consiglio comunale di San Ferdinando di Puglia si è riunito nuovamente il 18 luglio scorso per una seduta particolarmente densa, con 16 consiglieri presenti su 17 (assente il consigliere Aniello Masciulli). All’ordine del giorno, temi di grande rilievo per la vita amministrativa della città: interrogazioni sul bilancio, interpellanze, approvazione di regolamenti e una mozione di censura nei confronti del presidente del Consiglio comunale, Vincenzo Todisco.

I lavori si sono aperti con un’interrogazione del consigliere Antonio Acquaviva sulla situazione finanziaria dell’ente. Il sindaco Michele Lamacchia ha risposto con un’analisi articolata, mettendo in luce diverse criticità gestionali ereditate: residui attivi privi di documentazione, fondi sociali non rendicontati, entrate sovrastimate dai proventi delle contravvenzioni. Un quadro che il primo cittadino ha definito preoccupante, parlando apertamente di “presupposti per dichiarare il dissesto” e annunciando che “entro il 31 luglio si procederà alla verifica degli equilibri di bilancio”.

Una lettura contestata dallo stesso Acquaviva, che ha criticato l’allarmismo della maggioranza, sottolineando come “le difficoltà finanziarie, pur reali, non equivalgono ad una condizione di dissesto conclamato”. Un invito alla prudenza, condiviso in parte anche dal revisore dei conti, dott. Vito Perrone, presente in aula, che ha rassicurato i consiglieri affermando: “Le criticità emerse sono risolvibili. Il Comune può tornare a camminare con maggiore serenità”.

Nella stessa seduta si è discusso anche di una interpellanza sull’efficientamento della banca dati anagrafica, considerata strumento chiave per il recupero dell’evasione tributaria. Il sindaco Lamacchia ha annunciato l’avvio di un nuovo sistema di interoperabilità tra anagrafe, catasto e tributi, precisando che “il vero problema resta l’evasione: 1700 cittadini non pagano le tasse. Sempre gli stessi”.

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Ma è stato il punto relativo alla mozione di censura nei confronti del presidente del Consiglio comunale ad infiammare il confronto. Todisco è stato accusato di aver autorizzato, senza previa condivisione con l’aula, l’esposizione della bandiera palestinese durante la precedente seduta (leggi). Un gesto che l’opposizione ha ritenuto non previsto dal regolamento e lesivo della neutralità dell’istituzione.

Il diretto interessato ha respinto ogni accusa, difendendo “il significato umanitario del gesto” e ribadendo “la propria imparzialità nei lavori consiliari”. Il dibattito è stato particolarmente acceso: la consigliera di opposizione Angela Camporeale ha precisato che “la censura riguardava il gesto, non la persona”, mentre la consigliera di maggioranza Mariana La Daga e l’assessora alle Politiche culturali, Maria Riccarda Scaringi, hanno difeso il presidente, definendo la richiesta “lesiva e infondata” e ricordando che “la bandiera è un simbolo di pace”. A rincarare la dose è stata l’assessora alle Politiche sociali, Cinzia Petrignano, secondo la quale “il vero problema è l’inadeguatezza nel leggere la storia”. Più concilianti i consiglieri di minoranza Biagio Musci e lo stesso Antonio Acquaviva, che hanno invitato a ricondurre il confronto su un piano istituzionale, ribadendo che “nessuno ha messo in dubbio il valore umano del presidente, ma vanno rispettate le regole dell’aula”, in un confronto che si è concluso con la bocciatura della mozione di censura, respinta con 12 voti contrari e 4 favorevoli.

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Nel corso della seduta, il Consiglio comunale ha inoltre approvato tre nuovi regolamenti: il Regolamento per il contrasto all’evasione tributaria, finalizzato a potenziare gli strumenti di accertamento e recupero delle entrate; il Regolamento toponomastico, volto a disciplinare l’attribuzione e l’aggiornamento della denominazione di strade e luoghi pubblici; e il Regolamento per la gestione del servizio di illuminazione votiva nel cimitero comunale.

Una seduta lunga e articolata, che ha evidenziato la complessità della fase amministrativa in corso e sottolineato la necessità di ricostruire un clima di responsabilità e collaborazione tra le forze politiche. Un passaggio significativo per ristabilire un confronto istituzionale ordinato, necessario ad affrontare con serietà e trasparenza le principali sfide finanziarie ed organizzative che coinvolgono la comunità.

Redazione CorriereOfanto.it