San Ferdinando di Puglia, Bersani presenta “Chiedimi chi erano i Beatles” e riflette su lavoro, democrazia e sfide del Paese

SAN FERDINANDO DI PUGLIA - Lo scorso 23 settembre, Piazza della Costituzione ha ospitato la presentazione del libro di Pier Luigi Bersani Chiedimi chi erano i Beatles. Un appuntamento che ha richiamato amministratori locali, esponenti politici e numerosi cittadini.

Accanto all’ex segretario del Partito Democratico sono intervenuti Debora Cilento, assessora regionale ai Trasporti e Mobilità sostenibile, Domenico De Santis, segretario regionale del PD, e la sindaca di Andria, Giovanna Bruno. L’incontro, moderato dal giornalista de La Repubblica Davide Carlucci, è stato introdotto dal sindaco di San Ferdinando di Puglia, Michele Lamacchia.

Il primo cittadino sanferdinandese ha aperto la serata con un saluto al pubblico: «Pier Luigi sta girando l’Italia per parlare di buona politica. Oggi siamo in una terra feconda per la sinistra, fatta di agricoltori e contadini che sperano di avere un po’ della vostra acqua. Lo ascolteremo con gioia perché ha tante cose da dirci. Ringrazio Domenico e Debora, che saranno i nostri candidati alle prossime elezioni regionali, e Davide Carlucci, giornalista».

Nel suo intervento, Carlucci ha definito il volume «profondo, capace di parlare alle generazioni e di suscitare emozioni oltre che riflessioni». Ha ricordato anche la passione di Bersani per i Rolling Stones e rievocato l’eccidio di San Ferdinando di Puglia del 1948, in cui persero la vita quattro lavoratori e un bambino (leggi), sottolineando il legame tra le lotte contadine pugliesi e la costruzione della democrazia italiana.

Bersani ha poi posto al centro del suo discorso il tema del lavoro: «Oggi il lavoro è frantumato, precarizzato, isolato. Papa Francesco parlava di solitudini e scarti: è un fenomeno che non mina solo l’equilibrio sociale, ma in Italia mette a rischio la stessa democrazia. Senza la forza del lavoro, la Costituzione rischiava di restare lettera morta. Furono i braccianti e gli operai, spesso a costo del sangue, a renderla viva. Oggi bisogna ricomporre il lavoro con nuove leggi sulla rappresentanza, sulla contrattazione, sulla parità salariale e sulla sicurezza».

Richiamando la storia delle lotte contadine in Puglia e l’esperienza emiliana, l’ex leader del PD ha aggiunto: «Il lavoro non è solo economia: è presidio di democrazia. In Emilia-Romagna abbiamo costruito un modello fondato su cooperazione, innovazione e giovani istruiti. Anche il Sud può affrontare questa sfida, perché le condizioni di partenza non sono così diverse».

Il dibattito si è poi spostato sul tema dell’autonomia differenziata, contro cui Bersani ha ribadito la sua netta contrarietà: «È una retorica ingannevole che rischia di spaccare il Paese e minare la coesione nazionale». In alternativa, ha proposto «un modello di sussidiarietà flessibile e razionale», capace di valorizzare i territori senza compromettere l’unità dello Stato.

Non sono mancati, inoltre, riferimenti critici al governo in carica: «Questo esecutivo vive di propaganda e tace sui veri problemi: salari bassi, inflazione sui beni alimentari, precarietà, sanità pubblica sottofinanziata. Stiamo tagliandoci i piedi per far entrare le scarpe. Vogliono riportarci alle mutue, smantellando la sanità universale. È inaccettabile».

La serata si è chiusa con un messaggio di fiducia: «La politica deve tornare a incidere sulle dinamiche strutturali dell’economia e della società. Non bastano slogan o propaganda: servono riforme vere, capaci di dare futuro e dignità ai cittadini».

LUCIA DARGENIO