San Ferdinando di Puglia, tra crisi della partecipazione e allarme sicurezza: una riflessione su voto, governo locale e coesione civica

SAN FERDINANDO DI PUGLIA - Gent. Direttore, da affezionato lettore del Corriere dell’Ofanto, chiedo l’ospitalità per qualche notazione sul particolare momento che il Tavoliere meridionale, con particolare riguardo alla città di San Ferdinando di Puglia, sta vivendo, non solo sul versante dell’ordine pubblico, ma più in generale su quello politico-amministrativo.

Le ultime vicende di escalation criminale, che hanno interessato attività commerciali e di servizio creando un diffuso stato di allarme ed insicurezza in tutta la popolazione, hanno naturalmente (e giustamente) accantonato le analisi del voto sulle recenti consultazioni elettorali per il rinnovo del Consiglio regionale della Puglia. Ma i due fatti (ordine pubblico ed elezioni regionali) non sono del tutto disgiunti.

A San Ferdinando il 23 e 24 novembre 2025 ha votato il 39,30% dei cittadini iscritti nelle liste elettorali (4.307 su 10.959), sotto la media provinciale del 41,22% e sotto la media regionale del 41,83%, consolidando una tendenza già in atto da qualche decennio. La politica ormai interessa meno della metà dei cittadini ed il futuro amministrativo dei governi locali non è fra le priorità delle preoccupazioni collettive. Di conseguenza il dibattito ed il confronto su scelte e programmi di governo delle città avviene ormai fra gruppi sempre più ristretti di classi dirigenti, con poteri sempre più effimeri e svuotati, traslocati in luoghi diversi da quelli delle rappresentanze democratiche.

A San Ferdinando di Puglia le elezioni regionali sono avvenute ad appena 6 mesi di distanza dalle elezioni comunali (25 maggio 2025) che avevano visto l’affermazione di una lista identitaria di sinistra col 36,40% dei voti validi contro tre liste che rappresentavano, chi più chi meno nella loro identità di liste civiche, il centro-destra e che complessivamente avevano raccolto il 63,60% dei suffragi espressi. La loro frammentazione era stata esiziale.

Nelle elezioni regionali di novembre il centro-destra si è confermato maggioritario nella città con il 55,7% dei voti alle liste che sostenevano Luigi Lobuono ed il 43,8% alle liste di centro-sinistra a sostegno di Antonio Decaro, Presidente eletto. Fra l’altro, come è stato rilevato, San Ferdinando di Puglia e la vicina Trinitapoli sono stati gli unici Comuni della BAT dove il neo Presidente ha avuto meno consensi del suo avversario sconfitto, con la differenza che mentre a San Ferdinando c’è un’Amministrazione di sinistra a Trinitapoli c’è un’Amministrazione di centro-destra. Insomma, nonostante i cambiamenti nel governo della città, gli interessi socio-economici consolidati (non necessariamente negativi) e le appartenenze politiche continuano ad essere ben radicati nella realtà cittadina e di conseguenza scelti e sostenuti da coloro, ormai minoranza, che decidono ancora di andare a votare. Forse, sia chi governa che chi si oppone si dovrebbe chiedere come mai la maggioranza dei cittadini preferisce non recarsi alle urne.

È un peccato che non si facciano più, come una volta, le analisi del voto e si tende invece a tacere sugli orientamenti dell’elettorato sgraditi alle forze politiche, perché questo aiuterebbe a capire come mai di fronte agli ultimi episodi di recrudescenza della criminalità organizzata, invece di attivare una più solida unità dell’intera comunità cittadina nella lotta all’illegalità ed ai comportamenti malavitosi, si sono evidenziati nuovi e più profondi elementi di frattura e divisione fra le forze politiche.

È diffusa la sensazione che a prevalere siano interessi di parte piuttosto che l’interesse generale. È emblematico che l’invito del Prefetto della BAT, Silvana D’Agostino, dopo i fatti di San Ferdinando di Puglia e la riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica (leggi, ndr), ad incrementare l’organico della Polizia Locale “fortemente risicato” e a potenziare il servizio di pubblica illuminazione “ancora molto scarsa in diverse aree comunali”, sia stato utilizzato dalle forze di minoranza in Consiglio comunale per sollecitare l’Amministrazione comunale di sinistra ad azioni più incisive per dare sicurezza ai cittadini. Gli stessissimi argomenti sono utilizzati dalle forze di opposizione a Trinitapoli per incalzare l’Amministrazione comunale di centro-destra a più efficaci politiche di sicurezza pubblica.

Le Amministrazioni comunali hanno colori diversi, ma i problemi sono identici.

Prof. CARMINE GISSI