San Ferdinando di Puglia sotto la lente della commissione di accesso. Gissi: «Città disorientata, ma può uscirne più matura»

SAN FERDINANDO DI PUGLIA - In riferimento all’insediamento della Commissione di accesso presso il Comune di San Ferdinando di Puglia - disposta dal prefetto Flavia Anania per verificare eventuali forme di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso nell’attività amministrativa (leggi) - abbiamo intervistato il professor Carmine Gissi, già sindaco della città dal maggio 2002 al febbraio 2007 e da sempre attento osservatore delle dinamiche politico-amministrative locali.

Prof. Gissi, cosa sta succedendo a San Ferdinando di Puglia?

«Premetto che le mie informazioni sono quelle di un comune cittadino che legge i giornali e segue i commenti sui social, senza partecipare con qualche responsabilità alla vita politico-amministrativa della città. La nomina di una Commissione prefettizia per effettuare accertamenti sull’attività amministrativa dal 2021 ai giorni nostri è un fatto che cambia oggettivamente i rapporti politici e sociali cittadini. Non è un fatto normale, e non si può far finta di niente. Ricordo che la legge ha introdotto misure urgenti per il coordinamento della lotta contro la delinquenza mafiosa e arriva a prevedere lo scioglimento dei Consigli comunali quando se ne compromette il buon funzionamento, l’imparzialità o il regolare funzionamento dei servizi.»

Secondo lei, come si è arrivati a questo punto?

«Ritengo che qui non si tratti di dare giudizi politici e tanto meno etici e morali su singoli amministratori o sulle Giunte e i Consigli comunali che si sono succeduti dal 2021 ad oggi. Si tratta di verificare se, nel corso degli anni, l’azione amministrativa o l’organizzazione dei servizi abbia reso permeabile l’apparato comunale a tentativi di contatto con azioni malavitose o addirittura, come prevede la legge, con infiltrazioni mafiose. Ma questo si produce non con vaghe declamazioni, bensì con accertamenti specifici su atti amministrativi, dati oggettivi e situazioni concrete. Non è un segreto per nessuno che, in tutti questi anni, sono stati segnalati e denunciati, nella normale dialettica politica fra maggioranze e minoranze, fatti e circostanze confliggenti con la legge. Ma la sussistenza di questi fatti è compito ora della Commissione prefettizia, che occorre far lavorare con grande tranquillità e collaborazione.»

Come ha reagito la città all’arrivo della Commissione?

«Ma la città, in tutte le sue articolazioni - forze politiche e sindacali, imprese e forze economiche, associazioni, parrocchie ed ambienti scolastici - è disorientata e preoccupata che venga colpita l’immagine di una comunità che, nonostante i problemi derivanti da profondi cambiamenti sociali, immigrazione, lavoro precario, nuove disuguaglianze, emergenze educative e generazionali, conserva ancora profondi valori civili come la solidarietà, la laboriosità, un forte spirito di attaccamento alle tradizioni ed alla sua giovane storia. Spera ancora in una nuova fase di stabilità amministrativa e di sviluppo ordinato.»

Quali prospettive si aprono ora per la comunità sanferdinandese?

«Qualunque sia l’esito degli accertamenti della Commissione prefettizia, questo evento potrebbe trasformarsi in una crescita per la città ed un cambio di atteggiamenti anche nella competizione politico-amministrativa e nel governo della città. Occorre, a mio parere, liberarsi da vecchie culture politiche di contrapposizioni faziose ed ideologiche; occorre liberarsi dalla logica che governare è solo comandare ed imporre ad ogni costo il proprio punto di vista; occorre ricercare nuove forme di solidarietà, concordia e rispetto fra i cittadini; ma occorre soprattutto assicurare alla città i servizi dovuti, non come concessioni o elargizioni o favoritismi, ma come diritti di cittadinanza attiva.

L’onestà, la legalità, la partecipazione non possono essere principi che si declamano sui social, ma comportamenti quotidiani, normali, abituali, ordinari e regolari. E chi ha maggiori responsabilità deve dare l’esempio.»

Redazione CorriereOfanto.it