TRINITAPOLI - Il sindaco Francesco di Feo replica alle osservazioni emerse durante le audizioni della Commissione parlamentare Antimafia a Bari. Il primo cittadino interviene in conferenza stampa e rivendica “massima trasparenza e collaborazione”, invitando ad evitare “sospetti generalizzati”.
Di Feo si dice “sorpreso e amareggiato” per le dichiarazioni della presidente Chiara Colosimo e difende l’operato dell’ente: “Gli affidamenti diretti e sotto soglia - afferma il primo cittadino - sono utilizzati solo in casi di emergenza, nel rispetto della turnazione delle imprese e con rigorosa certificazione antimafia”. (Diretta)
Il sindaco invita quindi ad evitare letture generalizzate, soffermandosi anche sulle quattro interdittive antimafia emesse tra gennaio e marzo dalla Prefettura BAT nei confronti di aziende del territorio. Provvedimenti che, secondo il primo cittadino, non devono essere interpretati come un segnale di criticità diffusa, ma come espressione dell’attività di controllo dello Stato.
Nel corso dell’incontro con la stampa, di Feo ribadisce la disponibilità dell’Amministrazione ad ogni forma di verifica e confronto istituzionale, sottolineando la necessità di mantenere un approccio basato su dati e riscontri oggettivi.
Dopo le festività pasquali sono già in agenda incontri istituzionali con il prefetto della BAT, Flavia Anania, e con la stessa Commissione parlamentare Antimafia. L’obiettivo è fare piena chiarezza e accertare l’eventuale sussistenza di anomalie negli affidamenti disposti dal Comune negli ultimi due anni.
“Un cerchio che si è chiuso”, quello sullo scioglimento del Comune per mafia, una vicenda che, secondo di Feo, “non avrebbe mai dovuto aprirsi”. Il primo cittadino rivendica, al contrario, un quadro di legalità in miglioramento: “A Trinitapoli lo Stato è presente e il calo dei reati lo dimostra”.
In chiusura, l’appello a rafforzare ulteriormente i presìdi di sicurezza sul territorio, con la richiesta di istituire un Commissariato di Polizia.
Redazione CorriereOfanto.it