Gli studenti dell’Istituto “Staffa” allestiscono una mostra a sostegno delle donne iraniane

TRINITAPOLI - Le donne, attraverso le lotte e le radicali elaborazioni storiche e concettuali di studiose e militanti femministe, hanno costruito una loro nuova identità di genere che le ha trasformate da oggetto in soggetti responsabili capaci di autodeterminazione. La reazione è stata un disorientamento comportamentale difficilmente ricomponibile se qualcosa non cambia nel modo di vivere la relazione. Spesso, la libertà femminile viene vissuta dagli uomini come perdita di privilegi e di prerogative secolari. Ne emerge la difficoltà di trovare un nuovo equilibrio fra soggetti che godono di eguale libertà e dignità. Lo si vede platealmente nei fenomeni di violenza e nei casi di femminicidio, che sono provocati sempre da gesti di libertà delle donne e da una persistente concezione gerarchica della relazione come possesso e dominio.

E questo, purtroppo, succede ancora nell’Italia della Costituzione repubblicana e di tutte le leggi che hanno riconosciuto alle donne diritti e pari dignità. Decisamente più drammatica è invece la situazione in Iran dove l’anelito di libertà delle donne è considerato un pericolo da combattere con l’eliminazione fisica. L’Istituto Superiore “Dell’Aquila-Staffa” di Trinitapoli dedica l’8 marzo 2023 ad una riflessione sulla condizione delle donne iraniane.

Il Dirigente scolastico, prof. Ruggiero Isernia, il Comitato studentesco, i docenti, gli alunni e i genitori dell’Istituto hanno deciso di sostenere l’esperienza del dissenso rispetto a comportamenti e pratiche inumane di limitazione e di privazione delle libertà, o addirittura di violenza e morte, attraverso una mostra grafico-pittorica che i ragazzi del biennio, dei vari indirizzi di studio, hanno allestito nell’atrio esterno dell’istituto e che sarà visitabile dalle ore 10,00 di venerdì 10 marzo.

Gli studenti esprimono, così, con le loro creazioni, solidarietà per le lotte delle donne iraniane contro un regime che le opprime e viola i diritti umani e la libertà di espressione.

La ventiduenne Mahsa Amini è morta lo scorso settembre a seguito delle violenze perpetratele dalla “polizia morale” iraniana perché non indossava correttamente il velo islamico mostrando una ciocca di capelli. Nel paese, decine e decine di donne sono scese in piazza contro il velo obbligatorio, sfidando il regime teocratico iraniano; e dopo qualche giorno, durante una manifestazione, un’altra giovanissima, Hadis Najafi, la “ragazza con la coda”, ha perso la vita colpita da tre pallottole.

In seguito a questi gravi episodi, si sono moltiplicate in ogni parte del mondo le mobilitazioni a sostegno delle donne iraniane al grido “Donne, Vita, Libertà”. Gli studenti dello “Staffa” di Trinitapoli hanno affidato la voce del loro dissenso ai disegni e ai dipinti che si ispirano alle opere di artiste iraniane.

ANTONIETTA D’INTRONO