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A Margherita di Savoia, incontro di catechesi con don Maurizio Patriciello, parroco nella Terra dei fuochi

MARGHERITA DI SAVOIA - Giovedì 16 marzo prossimo, alle ore 19, la Parrocchia Santissimo Salvatore ospiterà don Maurizio Patriciello, parroco a Caivano, per un incontro di catechesi inserito nel percorso di formazione “Ascoltare e Servire: Quaresima in ‘cantiere’”.

Don Maurizio è un nome, un volto, un simbolo della lotta contro le organizzazioni criminali nella cosiddetta Terra dei fuochi, ovvero quella parte del territorio campano avvelenata dai rifiuti tossici industriali, sversati ed interrati nelle campagne, che hanno seminato morte negli ultimi decenni.

Don Maurizio vive giorno dopo giorno il degrado della natura bruciata ed intossicata, dei loschi affari della camorra e degli imprenditori corrotti. Ogni giorno la sua coscienza di uomo e di parroco deve fare i conti con famiglie distrutte da lutti e malattie. Tanti i funerali di bambini e giovani, che lui stesso ha battezzato, ha visto crescere, affacciarsi alla vita…troppe, strazianti, quelle bare bianche che gridano ed hanno sete di verità, di giustizia.

Qualche nota biografica per meglio inquadrare l’uomo-sacerdote, che, in poco tempo, è diventato una cassa di risonanza per diffondere il valore della denuncia, dell’impegno, della non sottomissione alle logiche affaristiche del malaffare, testimoniando la sua spiritualità religiosa nell’essere cittadino responsabile in prima linea.

La sua è una vocazione adulta, nata dopo anni di dubbio e di allontanamento dalla Chiesa fino al giorno in cui offre un passaggio ad un francescano scalzo; quell’incontro stravolgerà la sua vita: lascerà il suo lavoro di paramedico per entrare in seminario all’età di 30 anni. Sarà ordinato sacerdote e svolgerà il suo servizio di parroco a Parco Verde di Caivano, un quartiere che di “verde” ha ben poco. È un quartiere difficile, che, dopo il terremoto del 1980, racchiude tutte le fragilità e le povertà economiche, nonché morali e psicologiche. Qui lo spaccio della droga regna sovrano; ma non è l’unico “veleno” seminato dalla malavita. Fumo nero, esalazioni tossiche che corrodono gli edifici, l’aria nauseabonda e graffiante che riempie i polmoni; le calde notti estive illuminate dai roghi dei rifiuti e quel fetore che toglie il respiro e il sonno.

Don Maurizio reagisce, diventa il portavoce di migliaia di cittadini, chiusi nell’omertà e nella paura; allerta le autorità; diventa involontariamente il centro di articoli e reportage giornalistici. I riflettori si accendono su quella terra martoriata, sui volti e sulle storie di malattia e di morte. E anche lui scrive, per mantenere viva l’attenzione e non far cadere nell’oblio quell’avvelenamento di terre ed esseri umani.

Non aspettiamo l’apocalisse”, “Madre terra, fratello fuoco”, “Vangelo dalla Terra dei fuochi”: questi alcuni titoli della sua produzione letteraria.

E piovono minacce sulla sua persona; a metà marzo del 2022 un ordigno è fatto esplodere proprio davanti alla sua chiesa. Ma don Maurizio non si ferma: “Non ho mai avuto paura e continuo a non aver paura. Io faccio il parroco e continuerò a farlo”. Lo Stato, contro la sua volontà, lo ha messo sotto scorta per proteggerlo.

Don Maurizio, il testimone fedele ed instancabile della difesa del creato, della cura e della preziosità degli esseri umani, della Parola di Dio, che guida e sostiene ogni operatore di giustizia e di pace. E, tra tanto orrore e dolore che si porta dentro, non smette mai di sorridere, di sostenere le miserie umane con l’unico fuoco che accende la vita: il fuoco della fede, della speranza, dell’impegno di ognuno e di tutti nel trovare l’antidoto ai “veleni” che inquinano il corpo e lo spirito.

Ufficio Stampa Diocesano

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