TRINITAPOLI - Il ventottenne Francesco è originario di San Ferdinando di Puglia, dove attualmente vive la sua famiglia. Laureato in Scienze Motorie, insegna Educazione Fisica in una scuola elementare. Sin da piccolo ha avuto una grande passione per tutti gli animali.
Aveva 14 anni e una domenica, mentre tornava a casa dopo la Messa, sentì provenire da un cespuglio dei guaiti. Si avvicinò e vide qualcosa muoversi tra le foglie. Era un batuffolo di pelo beige, una cagnolina di circa due mesi che si nascondeva spaventata. Fu un vero colpo di fulmine! La prese subito in braccio e la portò a casa pur sapendo che sua madre non gli avrebbe permesso di tenerla, come era già successo in passato con altri animali che aveva raccolto per strada. Infatti, le disse che avrebbero dovuto cercarle un’altra famiglia e che nell’attesa sarebbe stata ricoverata nel recinto di campagna di un suo amico.
Quella notte ci fu una pioggia torrenziale e Francesco pianse disperato al pensiero di averla lasciata sola, al freddo e sotto la pioggia battente. I suoi genitori gli ripetettero che non avrebbero potuto tenerla, anche perché sua sorella aveva paura dei cani. Il ragazzo, inconsolabile, senza chiudere occhio, continuò a piangere per ore e ore finché il padre decise di accompagnarlo a riprenderla. Tutta bagnata, Francesco l’avvolse in una coperta e, una volta a casa, la sistemò in soffitta, un luogo che non le piaceva e che la faceva abbaiare in continuazione, soprattutto quando restava sola.

Con il passare dei giorni, tutti cominciarono ad innamorarsi della cucciolotta che chiamarono Sally e che, una volta vaccinata e munita di microchip, entrò ufficialmente a far parte della famiglia. Dopo alcune settimane, sua madre raccontò di aver saputo che Sally era un regalo che una bambina aveva ricevuto dai suoi genitori, un “giocattolo” subito abbandonato in campagna quando si accorsero che il cane non era gestibile come un oggetto ma richiedeva tempo, pazienza, amore, responsabilità e tante attenzioni.
Sally, traumatizzata dall’abbandono, entrò nella vita di Francesco durante il periodo più cupo della sua adolescenza. Il ragazzo non aveva, come i suoi coetanei, l’abitudine di vivere fuori dalle mura di casa. Era spesso in compagnia dei videogiochi che gli consentivano di staccarsi dalla realtà e di non pensare ai suoi problemi esistenziali. Erano entrambi solitari e insieme si davano forza l’un l’altro. Sally fece per Francesco quello che lui aveva paura di fare: vivere. Il suo primo bagnetto, la prima passeggiata, i suoi primi capricci, la sua prima volta in campagna tra gli alberi di ulivo alla scoperta entrambi dei profumi e dei colori della natura, la sua prima gravidanza isterica che convinse il suo giovane padrone a farla sterilizzare. Dopo l’operazione, Francesco si impegnò a curarla e a medicarla ogni giorno, attento ad offrirle tutte le attenzioni possibili.
Era la prima volta che si prendeva cura seriamente di qualcuno e ne avvertiva la responsabilità. Ridimensionò tutti i suoi problemi di crescita aiutando la sua grande piccola amica a superare il dolore causato dall’operazione. Da 14 anni sono inseparabili. Al mattino al suo risveglio lascia la poltroncina dove dorme e dopo aver svegliato Francesco corre giù in cucina per la colazione.
Sono cresciuti insieme, condividendo e vincendo una paura dopo l’altra, come quando la cagnolina per la prima volta vide l’acqua del mare. Sally correva all’impazzata senza una direzione, terrorizzata dall’acqua. Poi fece il bagno tranquilla insieme al suo padrone, dimenticando ogni timore. È difficile spiegare a parole l’immenso vuoto che Sally ha saputo colmare in un adolescente che non riusciva ad aprire gli occhi sul mondo e ad accettare le fragilità di chi si affaccia alla vita da adulto.
Un giorno non molto lontano Sally non ci sarà più, ma il destino ha voluto che regalasse tanta felicità ad un ragazzo e a tutta la sua famiglia, un dono prezioso che non potrà mai cadere nell’oblio.
ANTONIETTA D’INTRONO