SAN FERDINANDO DI PUGLIA - Dopo il successo della partecipazione al Salone Internazionale del Libro di Torino - uno degli eventi culturali più prestigiosi d’Europa, con oltre 150.000 visitatori nel 2024 - incontriamo il dottor Giovanni Lamanuzzi, medico fisiatra, scrittore e presidente del Rotary Club “Valle dell’Ofanto”, nella suggestiva cornice della biblioteca comunale di San Ferdinando di Puglia. Autore del romanzo Sotto il cielo (Europa Edizioni, 2023), Lamanuzzi unisce da anni l’impegno professionale nella sanità pugliese alla passione per la scrittura, con una particolare attenzione ai temi sociali.
Dottore, recentemente ha presentato il suo libro in un incontro del Rotary. Quale valore ha avuto questa condivisione con l’associazione che presiede?
«Ho voluto coinvolgere il Rotary perché incarna i valori che cerco di trasmettere con il libro: la cultura del dono, inteso come amore gratuito verso il prossimo, oltre ogni legame di sangue. Nel romanzo, attraverso le vicende dei protagonisti, esploro come la famiglia possa essere una scelta consapevole, un rifugio costruito con affetti “eletti”. Questo messaggio risuona con progetti rotariani come i Community Corps, dove l’aiuto reciproco supera i confini geografici e culturali».

Il suo libro si contrappone ad un panorama mediatico spesso segnato da cronache di fragilità familiari. Come si concretizza questa speranza in Sotto il cielo?
«Viviamo un’epoca di trasformazioni sociali accelerate, dove il concetto tradizionale di famiglia è in evoluzione. Il mio intento è mostrare che i legami autentici nascono dalla scelta di prendersi cura, non solo dalla biologia. Un esempio? Nel libro, un gruppo di volontari crea una rete di sostegno per anziani soli, riflettendo realtà come le Family Community promosse da Rotary International. È un invito a guardare alle relazioni come atti di coraggio, non di routine».
A sei mesi dal suo insediamento come presidente del Rotary, quali traguardi ha raggiunto e quali sfide vi attendono?
«Abbiamo sostenuto la campagna globale per l’eradicazione della polio, con una raccolta fondi destinata all’Africa. Dal 1988, grazie al contributo del Rotary, dell’OMS e dell’UNICEF, i casi sono diminuiti del 99,9%, ma serve un ultimo sforzo per paesi come Pakistan e Afghanistan. Sul territorio, invece, stiamo organizzando uno screening gratuito per l’osteoporosi, patologia che in Italia colpisce il 23% delle donne over 40 (fonte: SIOMMMS). Collaboreremo con l’ASL locale per offrire densitometrie ossee e un convegno con esperti, puntando a sensibilizzare anche sui nuovi farmaci biologici».

E dopo la presidenza Rotary, quali progetti la attendono?
«Resterò socio attivo, perché il service è parte della mia vita. A livello professionale, sto lavorando a un protocollo per l’invecchiamento attivo nel contesto rurale pugliese, mentre in ambito editoriale ho in cantiere un saggio sulla medicina narrativa, strumento che integra le storie dei pazienti nella pratica clinica. E chissà, magari un nuovo romanzo ispirato alle storie di resilienza che incontro ogni giorno».
Uno sguardo al futuro
Mentre il tramonto tinge di arancio i volumi antichi della biblioteca, Lamanuzzi posa lo sguardo su una frase incisa nel legno del tavolo rotariano: "Servire per trasformare".
«È la sintesi di tutto: come medico aggiungo anni alla vita, come scrittore cerco di aggiungere vita agli anni». Sorride, accarezzando la copia del suo libro posata accanto a un opuscolo sulla prevenzione dell’osteoporosi. Due strumenti diversi, stessa missione: costruire ponti.
«Qualcuno li chiama progetti, io preferisco pensarli come semi. Anche un convegno o un romanzo possono cambiare il corso di piccoli mondi. Del resto, non è questo il senso della ruota dentata del nostro simbolo?» aggiunge, indicando la spilla sul bavero. «Ogni ingranaggio muove l’altro, sia che si tratti di parole o di azioni».
Fuori, tra gli ulivi della Valle dell’Ofanto, risuona il campanello di una bicicletta. Un richiamo alla concretezza che sembra dirci: la strada per trasformare è ancora lunga, ma c’è chi la percorre passo dopo passo, pagina dopo pagina.
Redazione CorriereOfanto.it