Dopo lo scandalo del ‘sexy car wash’, il coraggio di una studentessa riaccende il dibattito sulla cultura maschilista e sulla povertà educativa

TRINITAPOLI - È stata una ragazza universitaria, Rosa Maglio, a lasciare da parte le polemiche sui responsabili o meno della performance pubblica “sexy car wash” e a dare il via, sui social, a un dibattito serio sulla cultura “maschilista” che accomuna molti maschi locali, ma anche donne poco inclini ad autodeterminarsi.

Lo spettacolo a luci rosse, proposto domenica 29 giugno con leggerezza ad un pubblico di adulti e bambini, ha scatenato tantissimi commenti che hanno evidenziato le problematiche di un paese che sta ritornando, step by step, ai tempi di quando “c’era Lui”, il macho nazionale con moglie, figli e amanti.

Una donna, sulla pagina Facebook di comunicazione istituzionale del Comune, scrive di non trovare nulla di scandaloso nel lavaggio di un sedere femminile in pubblico, mentre un’altra ha ironizzato su come quelle che fanno “i fatt sot sot” fossero diventate improvvisamente delle madonnine. Non c’è da stare allegri quando scene lubriche come queste vengono sottovalutate e ritenute innocue, soprattutto dalle donne.

È indubbio che è mancato il controllo da parte dell’amministrazione civica sul programma comunicato da chi ha richiesto il patrocinio del Comune. La delibera, infatti, che consente di usarne il logo sui manifesti, viene approvata in base ad una dichiarazione dove è d’obbligo specificare luogo, giorno, ore e programma dell’iniziativa.

Pertanto, prendere le distanze da una decisione collettiva che avrebbe dovuto prevedere anche un servizio di sorveglianza significa chiudere gli occhi di fronte alla “povertà educativa” di donne, uomini e bambini, che è emersa in maniera eclatante in questo contesto pubblico. Consiglieri e amministratori si sono messi l’anima in pace con l’affermazione “non siamo noi i responsabili”, senza comprendere - come la studentessa Rosa Maglio ha ben spiegato sui social - che “si comincia sin da bambini con la visione di comportamenti reiterati di mascolinità tossica, gli stereotipi, le battute sessiste, fino alle molestie non percepite dagli stessi come tali, e poi una palpatina qua, una diffusione di contenuti intimi senza consenso là, un pizzico di mentalità INCEL (acronimo di Involuntary Celibate, celibi involontari) che fa sempre comodo, e infine, dopo tanto sudore nel salire i gradini di questa scala in discesa, eccolo pronto: l’uomo violento”.

Certo, l’assessore alle Pari Opportunità, Maria Rosaria Capodivento, ha ribadito la necessità di tutelare la dignità delle donne, e le opposizioni (Trinitapoli buona Politica e la consigliera Antonia Giannella) hanno, con i loro comunicati, reagito a questa vergogna mediatica. Ma le componenti maschili della maggioranza si sono limitate a prenderne le distanze senza dire altro. Il consigliere leghista Pietro De Angelis, in verità, si è sentito ancora più sereno ricordando agli esponenti della Buona Politica che nessuno di loro, negli anni ’80, si era scandalizzato quando la pornostar “Cicciolina” fu eletta in Parlamento nella lista del Partito Radicale.

In effetti, ci sarebbe da chiedere ai consiglieri Anna Maria Tarantino, Tiziana De Pasquale e Michele Triglione perché all’asilo non hanno organizzato una manifestazione di protesta contro l’elezione di questa bella ragazza, tanto apprezzata dai maschi. Proporremo un’interrogazione su questa grave inadempienza per mettere in castigo i tre discoli.

Passando ad argomenti più seri, invece, ci chiediamo: cosa propone una maggioranza, dopo un evento simile, per arginare in futuro questo tipo di cul-tura che rende le donne sempre più sottomesse agli arbitri degli uomini?

Due anni fa, nel centenario della nascita di don Lorenzo Milani, la scuola elementare a lui intestata rese pubblica una ricerca, ricca di dati e valutazioni sociologiche, che mise in luce le larghe sacche di “povertà educativa” esistenti a Trinitapoli. C’è stato un seguito? Scuola e servizi sociali dovrebbero controllare ed eventualmente aumentare la fruizione gratuita di attività sportive, corsi di musica, lingue straniere, teatro, cinema, informatica, viaggi e quant’altro possa moltiplicare le opportunità culturali che solo i più fortunati ricevono direttamente dalle loro famiglie.

Ritengo che, come più volte sollecitato, stia diventando urgente l’istituzione di una “Consulta Femminile”, non solo per evitare che episodi simili si ripetano in pubblico, ma per far partecipare attivamente le donne alla costruzione di una città solidale e antisessista.

È la prima volta che, in Consiglio comunale, siedono 9 consigliere su 17, tra maggioranza e minoranze: un risultato straordinario che dovrebbe spingere le elette a un più alto livello di responsabilità e a lasciare un’orma indelebile nella vita amministrativa del nostro paese. Rimbocchiamoci tutte le maniche!

ANTONIETTA D’INTRONO