L’A.S.D. Margherita di Savoia si ferma per un anno: «Non è un addio, ma un arrivederci»

MARGHERITA DI SAVOIA - Un anno di pausa per riorganizzare le attività, aggiornare le competenze tecniche e preparare il ritorno in campo. L’A.S.D. Margherita di Savoia Scuola Calcio, già Polisportiva Margherita, annuncia la sospensione dell’attività a partire da settembre 2026, dopo un percorso cominciato nel 2000 e dedicato alla formazione sportiva dei più giovani. Una scelta che, come precisano lo staff tecnico e i dirigenti, non comporta lo scioglimento dell’associazione: «La società non si scioglie, il titolo sportivo resta nostro e non si cancella nulla».

L’annuncio è accompagnato da un messaggio rivolto agli atleti, alle famiglie e alla comunità cittadina, nel quale la società ripercorre ventisei anni di impegno sui campi e richiama il valore educativo dell’esperienza maturata. Al centro, prima ancora dei risultati agonistici, la crescita dei ragazzi attraverso il gioco, l’apprendimento e il rispetto degli altri.

«Il calcio è di tutti» è il principio che l’associazione indica come fondamento della propria attività. Una filosofia tradotta, secondo quanto sottolineano i responsabili, nella scelta di accogliere ogni bambino, senza selezioni né esclusioni legate alle capacità tecniche. Il divertimento e l’inclusione hanno rappresentato le priorità di un percorso nel quale anche le sconfitte, comprese quelle più pesanti, sono state considerate occasioni per imparare e maturare.

Alla dimensione educativa si è affiancato il lavoro degli allenatori sulla preparazione di base: dalla coordinazione alla corsa, dal controllo del pallone all’utilizzo di entrambi i piedi, fino alle diverse situazioni di gioco. L’obiettivo, ricorda la società, è sempre stato quello di permettere ai bambini di acquisire competenze attraverso il piacere di stare in campo.

Nel bilancio tracciato dai dirigenti trovano spazio anche le difficoltà legate alla disponibilità degli impianti. L’associazione riferisce di non aver mai potuto utilizzare il campo comunale “G. Piazzola” e sostiene che le richieste presentate negli anni siano rimaste senza risposta. L’attività si è così sviluppata in sedi diverse: inizialmente sul vecchio sterrato della Salina, successivamente al centro sportivo di Isola Verde e, infine, presso il campetto della parrocchia Maria SS. Addolorata.

La pausa annunciata sarà dedicata alla formazione e alla programmazione. Tra gli ambiti sui quali staff e dirigenti intendono concentrarsi figurano l’aggiornamento tecnico, lo studio dello sviluppo motorio, le metodologie di gioco, la didattica della tecnica di base e il marketing calcistico. L’intenzione dichiarata è tornare con un’organizzazione più solida e una proposta formativa ulteriormente qualificata.

Il messaggio si chiude con un ringraziamento ai ragazzi che hanno indossato la maglia della società e ai genitori che ne hanno sostenuto il lavoro, affidando agli allenatori una parte del percorso di crescita dei propri figli. «Non è un addio, ma un arrivederci», ribadiscono lo staff tecnico e i dirigenti, confermando la volontà di dare continuità a una storia sportiva che dura da oltre un quarto di secolo.

Redazione CorriereOfanto.it