TRINITAPOLI - Il Museo Archeologico degli Ipogei di Trinitapoli è tra le 45 realtà museali e culturali italiane che aderiscono al Network dei Musei dei Futuri. Mercoledì 11 novembre prossimo il Comune e l’associazione culturale Tautor, che gestisce il museo, parteciperanno a Napoli alla presentazione pubblica del Manifesto della rete, in programma a Città della Scienza nell’ambito della 40ª edizione del festival “Futuro Remoto”.
A rappresentare la città all’incontro di Napoli sarà l’assessore alla Cultura Giovanni Landriscina, che parteciperà per conto del sindaco Francesco di Feo e dell’Amministrazione comunale. Il Comune e l’associazione culturale Tautor potranno contare sul sostegno della Rete museale AltApulia, già coinvolta nella programmazione delle attività del Museo degli Ipogei.
La rete, promossa dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) e da ICOM Italia nell’ambito dell’iniziativa “Ecosistema Futuro”, riunisce musei diversi per storia e collezioni. Il Manifesto nasce dal confronto tra queste istituzioni e propone di coinvolgere i cittadini, a partire dalle giovani generazioni, in una riflessione sui cambiamenti ambientali, tecnologici e sociali. Le collezioni diventano così il punto di partenza per interrogarsi su come potrebbe cambiare la vita delle comunità e su quali scelte possano orientarne il futuro.
L’incontro di Napoli, curato da Città della Scienza, ASviS, ICOM Italia e Ministero della Cultura, si terrà dalle 9.30 alle 13 nella Sala Archimede (programma). Dopo i saluti istituzionali, Michela Rota, coordinatrice dell’area Musei dei Futuri di Ecosistema Futuro, presenterà la rete e il Manifesto. Seguiranno due tavole rotonde dedicate al ruolo dei musei come laboratori di futuro e al contributo dell’educazione nell’esplorare scenari diversi. La mattinata si concluderà con un confronto aperto al pubblico e con le prime sottoscrizioni del documento.
A Trinitapoli il primo appuntamento del programma locale è previsto per il 21 novembre con “Materia e algoritmo, il patrimonio tra archeologia e codice”, mostra dell’artista digitale Gabriele Strada, a cura di Davide Russo. Attraverso un’installazione multimediale, l’artista proporrà ai visitatori una rilettura del patrimonio archeologico. Il 28 e 29 novembre lo stesso Strada curerà il laboratorio “Play the space”, mentre il 12 dicembre una tavola rotonda affronterà, tra gli altri temi, la conservazione dei reperti dell’età del Bronzo e l’impiego delle tecnologie digitali per renderli più accessibili al pubblico.
Redazione CorriereOfanto.it