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Lettera aperta di commiato alla Commissione straordinaria di Trinitapoli

TRINITAPOLI - Gentili Commissari, siete stati nominati con l’obiettivo di gestire un comune sciolto per infiltrazioni della criminalità organizzata nelle attività amministrative, un comune che aveva perso, sul piano politico-amministrativo, credibilità. La decisione dello scioglimento ha spento per mesi ogni voce “libera” e si è temuto che la comunità potesse piombare nell’isolamento e nella rinuncia a riconquistare l’antico prestigio di cui storicamente il “buon popolo di Trinitapoli” aveva goduto.

La diffidenza dei primi mesi, però, si è pian piano attenuata allorché i tanti cittadini “attivi”, che vivono con gli occhi aperti, hanno cominciato a capire che il vostro impegno andava ben oltre l’ordinaria amministrazione. La facilità, ad esempio, di essere ricevuti, chiedendo un appuntamento tramite l’invio di una semplice e-mail, ha immediatamente evidenziato la vostra disponibilità all’ascolto di ogni cittadino senza bisogno di esibire “pedigree” professionali, politici o culturali.

Man mano che il tempo passava, si è compreso chiaramente che “la bonifica” di un sistema inquinato veniva programmata, giorno dopo giorno, andando all’origine del problema attraverso la cultura e il rispetto delle regole, assenti in alcuni settori della vita amministrativa. Nessuno dimenticherà l’aumento delle ore di apertura delle due biblioteche comunali (da 20 a 50), nonché l’eccellente ristrutturazione della sede decentrata di viale Primo Maggio, in prossimità del quartiere UNRRA CASAS, così come a nessuno è sfuggito che, per far rientrare l’attività amministrativa nel solco della legalità, siano stati adottati la bellezza di 10 regolamenti e aggiornati 4 già in vigore.

L’intenso lavoro da voi svolto in questi due anni ha portato i frutti più belli negli ultimi mesi con un numero incredibile di inaugurazioni di opere ristrutturate (i due campi da tennis, lo stadio comunale, il palazzetto dello Sport, il Dopo di Noi, ecc.), di opere completate (come il Centro di Raccolta Rifiuti), di opere programmate e finanziate con i fondi del Ministero dell’Interno destinati ai comuni sciolti per infiltrazioni mafiose (come il Recupero e la Riqualificazione dell’ex Casa Mandamentale per la realizzazione di un Hub Socio-Culturale e il rifugio comunale per cani).

Dulcis in fundo, a pochi giorni dalla vostra partenza definitiva da Trinitapoli, lasciate al paese tre strutture che potrebbero, insieme alle altre, avviare una fase più felice della storia del nostro paese. Un giorno ricorderemo che il 6 giugno 2024 si sono aperti i battenti, nell’immobile dell’ex macello, della Comunità Educativa Minori, concessa in gestione alla Società “Il Giglio” di Napoli, dove minori tra i 3 e i 18 anni, in attesa o no di affido, possono essere seguiti da una équipe di esperti ed educatori professionali, una residenza di cura, come ha detto dopo la benedizione Padre Francesco, che accenderà la scintilla di amore che ogni ragazzo possiede nel suo cuore. Rammenteremo che ha preso il via anche il Parco della Legalità, con le 20 pietre di inciampo dedicate ai morti di mafia ammazzati e con un bookcrossing point fruibile liberamente, e che infine è stato inaugurato nel Parco Archeologico il teatro all’aperto che si staglia, con le sue candide sedute su una collinetta, contro il mare e il Gargano.

Tanto ho omesso in questa missiva in relazione, ad esempio, alla galleria espositiva archeologica dei reperti di Salapia o ai due campi da padel, ma quanto riportato è già, per noi trinitapolesi, l’immagine di una città che continuerà il cammino di legalità, efficienza e trasparenza da voi intrapreso in questi due anni.

Augurandovi di ritornare a Trinitapoli come graditi ospiti e non più nella vostra veste istituzionale, vi inviamo un grande GRAZIE. Con voi abbiamo avvertito che “Lo Stato c’è”.

ANTONIETTA D’INTRONO