TRINITAPOLI - Scipione Staffa nacque a Casaltrinità nel 1820 da Vincenzo Staffa e Celestina Cautano Frangipane. Dopo la laurea in Giurisprudenza conseguita a Napoli, alla morte del padre, in qualità di maggiore dei fratelli, alternò la propria residenza tra Napoli e il paese natale per occuparsi, da un lato, dell’azienda agricola di famiglia - la masseria Staffa - e, dall’altro, per proseguire gli studi economici e dedicarsi alla scrittura delle opere che lo resero noto in Italia e in Francia.
Grande fu il suo interesse per le problematiche dell’agricoltura meridionale, interesse che nel 1860 si tradusse in una delle sue opere più importanti: “Il presente e l’avvenire della provincia di Capitanata”. Nel volume, Staffa descrive la realtà socio-economica dell’allora provincia di Capitanata, caratterizzata dalla diffusione del latifondo, dalla presenza di grandi proprietari spesso assenteisti, dal predominio della cerealicoltura e da una pastorizia nomade e antiquata.
Per migliorare questa situazione proponeva una diversa ripartizione delle terre, anche attraverso l’espropriazione forzata e l’affrancazione dei terreni, affinché i censuari potessero diventarne proprietari senza il rischio di indebitarsi. Riteneva inoltre che la dissodazione delle terre destinate al pascolo e lo sviluppo dell’allevamento stabulare potessero generare maggiore ricchezza. Concludeva infine sostenendo la necessità di incrementare l’istruzione, il credito agrario e la meccanizzazione del settore agricolo.
Suo zio, don Graziano Staffa, aveva inventato una nuova macchina trebbiatrice che, secondo l’economista, avrebbe potuto assicurare notevoli vantaggi economici agli agricoltori della Capitanata. Già a 47 anni Scipione Staffa era considerato uno dei maggiori studiosi di materie economico-sociali, come testimoniano gli articoli di stampa dell’epoca e i numerosi riconoscimenti ricevuti. La città di Foggia gli conferì la cittadinanza onoraria, mentre diverse accademie lo nominarono socio onorario o corrispondente, tra cui l’Accademia Pontaniana di Napoli, l’Accademia Economica Agraria dei Georgofili di Firenze, l’Accademia dell’Agricoltura di Verona e l’Accademia Nazionale Agricola e Commerciale di Parigi.
Dopo la sua morte, avvenuta nel 1892, il Comune di Trinitapoli gli intitolò una strada. Successivamente, nel 1997, su proposta dello storico prof. Pietro Di Biase, il collegio dei docenti dedicò il Liceo Classico e Socio-Psico-Pedagogico all’economista e meridionalista Scipione Staffa, definito “propugnatore del miglioramento delle condizioni di vita dei contadini e sostenitore dell’unità nazionale e del decentramento amministrativo”.
L’iniziativa volta a riscoprire la biografia e l’opera di questo illustre cittadino trinitapolese è stata promossa, nell’ambito delle manifestazioni del Maggio dei Libri, dal Centro di Lettura Globeglotter e dal FAI Tavoliere Ofantino. L’appuntamento è in programma giovedì 21 maggio, alle ore 18, presso la Biblioteca Civica di via Aspromonte, dove interverranno Saverio Russo, già professore ordinario di Storia Moderna all’Università di Foggia, e Michele Di Biase, già dottore commercialista e autore di uno studio dedicato a Scipione Staffa.
La conferenza, arricchita da pannelli illustrativi, è finalizzata a far conoscere soprattutto ai più giovani la vita e le opere di un concittadino che, nonostante i prestigiosi riconoscimenti ottenuti, nel corso del Novecento è stato oggetto di pochi studi e approfondimenti.
Infine, le professoresse Antonietta D’Introno e Angela Miccoli, curatrici dell’evento, insieme al dottor Michele Di Biase, assumeranno l’impegno di recuperare le opere, possibilmente originali, di Scipione Staffa per donarle alla biblioteca comunale della sua città natale, attualmente sprovvista dei suoi testi. Per la serata di giovedì è già prevista una prima donazione.
ANTONIETTA D’INTRONO