Puglia, export in crescita: i dazi non frenano l’andamento delle vendite all’estero

BARI - In un contesto economico segnato da incertezze globali e difficoltà diffuse per molte imprese, l’export pugliese torna a crescere e conferma segnali di tenuta. Nel 2025 le esportazioni regionali registrano un incremento di oltre 2,5 punti percentuali rispetto all’anno precedente, raggiungendo un valore complessivo di 9,8 miliardi di euro, pari a circa 251 milioni in più.

Sul fronte dei mercati esteri, la Germania si conferma il principale partner commerciale della Puglia, con oltre 1,5 miliardi di euro di valore esportato. Seguono gli Stati Uniti, quindi Francia, Spagna e Turchia.

A sostenere in modo significativo questa ripresa, secondo i dati diffusi dalla Regione, sono stati proprio gli Stati Uniti, soprattutto nell’ultimo trimestre dell’anno. L’export pugliese verso il mercato americano è cresciuto del 6,1% su base annua, con un aumento di 56,3 milioni di euro rispetto al 2024.

Tra le categorie merceologiche, al primo posto si colloca il comparto degli aeromobili, dei veicoli spaziali e dei relativi dispositivi, a conferma del peso crescente dell’industria aerospaziale regionale.

I dati positivi, tuttavia, non cancellano le criticità ancora aperte. Restano sul tavolo vertenze rilevanti, come quella che riguarda Natuzzi, simbolo di un comparto strategico per il territorio. Il distretto del mobile imbottito appulo-lucano rappresenta infatti uno dei principali poli nazionali: un quarto delle aziende italiane attive nella produzione di divani e poltrone è concentrato in quest’area, con 611 realtà complessive, di cui 493 in Puglia.

Si tratta di un sistema produttivo che, secondo i dati INPS, dà lavoro a 9.214 persone, pari al 41% degli occupati dell’intero settore.

La crescita dell’export fotografa dunque un’economia dinamica, ma ancora esposta a fragilità strutturali. Se da un lato le vendite all’estero continuano a rappresentare un motore di sviluppo, dall’altro la tenuta complessiva del tessuto produttivo dipende dalla capacità di affrontare le crisi industriali ancora aperte e di consolidare i risultati sui mercati internazionali.

LUCIA DARGENIO