VOCI DEL TERRITORIO - Giuseppe Napoletano e il Circolo degli Amici: un ponte tra cittadini ed istituzioni per il futuro di Margherita di Savoia

MARGHERITA DI SAVOIA - Giuseppe Napoletano, già presidente del Consiglio comunale di Margherita di Savoia, continua ad impegnarsi nella vita pubblica della città come referente del Circolo degli Amici, un gruppo spontaneo di cittadini nato per facilitare il dialogo tra la comunità e le istituzioni. Dopo la mancata rielezione alle ultime amministrative, Napoletano ha scelto di mantenere un ruolo attivo nel dibattito locale, concentrandosi su temi come la trasparenza nella gestione dei fondi pubblici, la manutenzione delle infrastrutture urbane e la valorizzazione culturale.

Attraverso post sui social ed incontri pubblici, Giuseppe Napoletano solleva questioni concrete legate al territorio. Parallelamente, il Circolo degli Amici - di cui Napoletano è referente - promuove incontri monotematici (sicurezza, urbanistica, crisi del commercio) e appuntamenti culturali, con l’obiettivo di coinvolgere i cittadini nell’identificare priorità e soluzioni condivise per Margherita di Savoia.

In questa intervista, Giuseppe Napoletano illustra gli obiettivi del gruppo, le criticità riscontrate nell’attuale gestione amministrativa e le proposte per il futuro di Margherita di Savoia, offrendo una prospettiva basata sull’esperienza istituzionale e sull’ascolto diretto della comunità.

Come è nata l’idea di fondare il “Circolo degli Amici” e quali obiettivi prioritari vi siete posti?

«È nata in modo molto semplice e, come tutte le cose semplici, speriamo che abbia un bel futuro. Mi lasci fare un paragone, forse inappropriato: per la mia esperienza lavorativa, so per certo che tutte le più grandi scoperte, che hanno salvato la vita di milioni di persone, sono nate casualmente e semplicemente. Non abbiamo questi grandi obiettivi, ma vogliamo tentare di salvare il decoro e l’immagine del nostro paese.

Leggendo i vari post sui social e confrontandoci tutti i giorni al bar, sorseggiando un buon caffè, ci siamo accorti di tutte le lamentele espresse dai nostri concittadini riguardo alle varie problematiche della città, ed è emerso uno scollamento tra il cittadino e le istituzioni. Spesso i cittadini non sanno a chi rivolgersi, chi contattare per un qualsiasi problema, e avvertono un senso di disagio e di abbandono non indifferente, specie se sono anziani.

Ci siamo allora detti: proviamo a far qualcosa, creiamo una specie di ponte tra i cittadini e le istituzioni, raccogliamo le loro esigenze, i loro dubbi e le loro lamentele e facciamole arrivare a chi di dovere tramite i social o, laddove è possibile, tramite richieste inoltrate attraverso i canali ufficiali. Nel contempo, cerchiamo di stimolare un dibattito.

Credo che un primo obiettivo lo abbiamo raggiunto: in meno di venti giorni dalla nascita del circolo sappiamo che se ne sta parlando e che abbiamo messo in moto una serie di tentativi analoghi. Insomma, abbiamo smosso le acque, e questo non può che farci piacere.»

In che modo concreto intendete realizzare il “ponte tra cittadini e politica”, dato il percepito vuoto di riferimenti istituzionali?

«In pratica, noi ci poniamo a disposizione di tutti i cittadini che ascoltiamo in giro per il paese. Raccogliamo le loro esigenze e le loro domande e, in primis, attraverso i nostri post sui social, le giriamo ai nostri amministratori (che sappiamo leggono e commentano) e ci auguriamo che da loro arrivino risposte.

In secondo luogo, dove se ne ravvisa la necessità, siamo a disposizione, tramite qualche rappresentante istituzionale, magari anche presente in consiglio comunale, per inoltrare ufficialmente o far arrivare direttamente in consiglio comunale tali domande o richieste.»

Quali sono i primi temi urgenti che affronterete negli incontri monotematici e come coinvolgerete attivamente la cittadinanza?

«Sicurezza, Decoro Urbano, Piano del Verde e Raccolta Rifiuti. Abbiamo intenzione di invitare, per ogni tema, presso strutture private di cui ci sobbarchiamo i costi di fitto, tutti i diretti interessati al problema: dagli amministratori alle forze dell’ordine, dalle categorie alle associazioni e ai cittadini che vogliano dare il loro contributo.

È chiaro che il coinvolgimento della cittadinanza sarà tanto maggiore quanto più qualificati saranno i relatori invitati a discutere delle questioni. Stiamo prendendo contatti e siamo fiduciosi di poter creare un interesse specifico sulle questioni trattate.»

pianificazione urbana

Il progetto del PalaSaline implica un investimento pubblico rilevante, privilegiandolo rispetto ad altre urgenze infrastrutturali della città. Secondo lei, qual è la logica alla base di questa scelta?

«Al riguardo, abbiamo già espresso le nostre titubanze con un post sui social, ponendo alcune domande e facendo le nostre considerazioni, che qui riproponiamo:

• Quando è previsto l’avvio dei lavori?

• Era davvero prioritario, o quei soldi potevano essere spesi in maniera diversa e immediatamente utile? Marciapiedi, strade, pulizia delle traverse cittadine, che non vengono spazzate da tempo immemorabile, autosilo, ma soprattutto ristrutturazione e messa in agibilità dell’attuale campo sportivo. I cittadini ci riferiscono che quest’ultima è un’esigenza prioritaria, vista la maggior utenza di ragazzi e di società sportive interessate al calcio tradizionale.

• Era necessario, in questo momento, utilizzare 1 milione di euro dell’avanzo di cassa del bilancio consolidato al 2023, finalmente attivo dopo tanti anni di deficit?

• Era necessario indebitarsi per 2 milioni e 500 mila euro, da rimborsare in dieci anni, pesando sul bilancio pubblico e rischiando di tornare agli anticipi di cassa, preludio, in genere, di situazioni debitorie poi difficili da sanare?

• Le strutture sportive già esistenti (tensostatico, campetti di calcio degli oratori parrocchiali e strutture private) davvero non soddisfano le richieste dell’utenza, che ci risulta non essere così esosa?

• Quante società sportive di calcio a cinque, di pallavolo e di basket abbiamo a Margherita, tali da richiedere un’immediata costruzione di un palasport che permetta loro di disputare campionati o altro? Non ci risultano società sportive di questo livello, né ci risulta un numero considerevole delle stesse che giustifichi un investimento del genere.

• A lavori ultimati, siamo sicuri di poter gestire in modo efficiente la struttura (personale, luce, acqua, gas, manutenzione, ecc.), o rischiamo di costruire l’ennesima cattedrale nel deserto, che andrà in malora in poco tempo, pesando in termini di costi su noi cittadini? In altri comuni a noi vicini, e con popolazione di gran lunga superiore alla nostra, hanno serie difficoltà a gestire queste strutture.

Concludendo, a nostro modesto avviso, non vediamo nessuna logica convenienza in questa scelta, ma ci auguriamo vivamente di essere smentiti dai fatti, per il bene dello sport e del paese.»

Quali interventi immediati proporrebbe per riqualificare Piazza Libertà, attualmente in stato di degrado?

«Mi rifaccio al concetto di semplicità iniziale: ridare dignità alle aiuole laterali, alla stele che rappresenta la piramide del sale, simbolo di Margherita, augurandoci che non ci piazzino ancora quel mausoleo, a nostro parere brutto e deturpante l’estetica della piazza.

Ci auguriamo che nelle aiuole vengano messe a dimora piante ombreggianti, resistenti e che non siano i soliti palmizi, con fiori che diano colore e vivacità alla piazza.

La cosa più semplice e più importante da fare rimane una radicale pulizia del pavimento, e non solo in Piazza Libertà, ma in tutte le piazze e sul lungomare.»

Ci auguriamo un ripristino e una pulizia di tutte le sedute in pietra e, infine, che si piazzino cartelli di divieto per le deiezioni canine in piazza e per tutto il lungomare, avendo poi cura di punire, a norma di legge, i trasgressori.»

Da ex presidente del Consiglio comunale, come valuta l’efficacia dell’attuale gestione amministrativa?

«Ha una domanda di riserva? Scherzo!

Proverò a dare una risposta, sperando di non essere frainteso e di non creare inutili discussioni.

In questo primo anno vedo un’azione amministrativa molto lenta e poco visibile, e le impressioni che ci riferiscono molti cittadini lo confermano. Ci dicono che si nota una grande differenza tra la prima amministrazione Lodispoto e l’attuale. In effetti, sono due momenti molto diversi, con donne e uomini diversi, situazioni diverse e dinamismo diverso.

Sono costretto a fare un po’ di storia, perché spesso si dimenticano le cose.

Nel giugno 2018, quando si insediò la prima amministrazione Lodispoto, si veniva da un decennio di stasi politico-amministrativa che avrebbe impegnato, e non poco, una qualsiasi nuova amministrazione.

Ricordo: fallimento SIA (società raccolta rifiuti), deficit economico e pre-dissesto, estate alle porte, questione sfrattati ed altro di ordinaria amministrazione.

Con un po’ di orgoglio posso dire che, grazie alle capacità del sindaco Lodispoto e della sua squadra coesa, entusiasta e animata da voglia di fare e di riscatto, si affrontò tutto egregiamente.

Si fece un accordo ponte con la ditta Sangalli per scongiurare che l’immondizia si accumulasse per le vie del paese. Si tenne, in un clima molto teso e praticamente sottoscorta delle forze dell’ordine, un consiglio intercomunale Margherita-Trinitapoli-San Ferdinando con la costituzione dell’ARO BT/3. Si iniziò a lavorare per il contenimento delle spese, si dimezzarono, grazie ad accordi, i debiti pregressi per l’energia elettrica, il gas e le utenze varie. Si ripristinarono in economia le fontane pubbliche, si curò maggiormente il verde, si assegnarono i primi appartamenti agli sfrattati, si affrontò in economia ma con successo l’estate margheritana con manifestazioni degne.

Insomma, in pochi mesi e lavorando con entusiasmo, si gettarono le basi per arrivare poi nel 2023 al risanamento dei conti pubblici, con quell’avanzo di cassa di un milione e trecentomila euro di cui abbiamo parlato.

Non fu tagliato, pur essendo in deficit, alcun servizio: scuole ristrutturate, mensa, trasporto alunni, ripristino e pulizia spiagge libere, acquisizione di finanziamenti per 28 milioni di euro, se non ricordo male, riconferma della Bandiera Blu e acquisizione della Bandiera Verde per tutto il quinquennio amministrativo.

Capodanno in piazza per la prima volta a Margherita, serata dei DJ salinari che hanno attirato un pubblico di gran lunga superiore alle ultime manifestazioni costate migliaia di euro.

Insomma, dinamismo, coesione, amministratori costantemente presenti in Comune e tra la gente.

Il paese si trasformò in positivo, e questa positività si allargò alle associazioni, agli esercenti delle attività commerciali, ai ristoratori, ecc.

I consigli comunali si tenevano mensilmente e, in alcuni casi, anche due volte al mese, perfino negli anni del COVID, che si affrontarono assistendo i cittadini grazie anche al supporto delle Caritas parrocchiali, dell’Unitalsi e delle associazioni civiche.

Gli impiegati comunali, insufficienti e sottoposti a un super lavoro, meritano ancora oggi il mio grazie.

Il tutto si concluse, come già riportato, con il risanamento dei conti pubblici e un bilancio positivo. Se oggi il Comune è in grado di fare assunzioni, è anche e soprattutto grazie agli sforzi fatti nei cinque anni precedenti a questa amministrazione.

Mi fermo qui, anche se ancora molto ci sarebbe da aggiungere.

Colgo l’occasione per chiarire che alcune mie posizioni critiche nei confronti dell’attuale amministrazione nascono, non - come qualcuno politicamente miope e con scarsa conoscenza dei fatti e della persona vuol far credere - dalla delusione di non essere stato rieletto, ma dal fatto che, avendo contribuito con gli altri miei compagni di viaggio a svolgere una così grande mole di lavoro per il paese, non vedo quell’ulteriore slancio che mi sarei aspettato.

Adesso che tutta la strada è in discesa, non vedo entusiasmo, coesione, e spesso alcune decisioni prese non mi piacciono. Essendo un uomo libero, se una cosa non mi piace, lo dico.»

Alcuni osservatori interpretano il Circolo degli Amici come una risposta alle lacune lasciate dalle istituzioni nella gestione della cosa pubblica. Condivide questa lettura?

«Esatto! Vede, Direttore, oggi non abbiamo punti di aggregazione. Una volta esistevano i partiti politici che colmavano queste lacune. Oggi i partiti, almeno quelli locali, sono ridotti a semplici simboli applicati su porte che restano perennemente chiuse e che si riaprono solo una settimana prima di qualche competizione elettorale.

Vedrete che, qualche giorno prima delle elezioni regionali prossime, si riapriranno per accogliere il politico di turno, che verrà a dire di votare Tizio piuttosto che Caio.

Noi vogliamo spronare anche le varie segreterie politiche locali a lavorare per i cittadini. Riaprite le sezioni, accogliete i cittadini o almeno i vostri elettori, ascoltate le loro esigenze e fatevene portavoce anche voi.

Ho fatto il segretario politico più volte, prima per i DS e poi per il PD, e ho lavorato sempre a contatto e a disposizione delle persone.

Esorto gli altri a fare la stessa cosa.»

Oltre agli incontri culturali, come pensate di coinvolgere i giovani margheritani nelle attività del Circolo?

«Approfitto per anticipare che, salvo imprevisti, per fine mese avremo il primo “Incontro con l’Autore”. Seguiranno i dettagli.

Tornando alla domanda, abbiamo notato in varie occasioni che tra i giovani di Margherita ci sono tanti talenti inespressi nel campo della musica, del teatro e della cultura in genere. Si sta pensando di dare la possibilità a questi giovani di esprimersi in spazi autogestiti, magari in piazze o in luoghi del paese meno frequentati.

Pensiamo ad una specie di format, che ci piacerebbe chiamare “LA PIAZZA È TUA”, dove i nostri giovani possano organizzare i loro spettacoli o le loro manifestazioni autogestite. Così facendo, i ragazzi avrebbero la possibilità di creare autonomamente spazi di aggregazione e sicuramente richiamerebbero i loro coetanei anche dai paesi limitrofi, ravvivando le nostre piazze e le nostre vie nei lunghi mesi invernali.

È un’idea che lanciamo. Non vuol essere una soluzione, ma un tentativo. Parliamone, verifichiamone la fattibilità, anche dialogando con l’amministrazione, e tutti insieme tentiamo di liberarci dal lassismo che ci attanaglia.»

sviluppo comunita

Qual è la sua visione a lungo termine per Margherita di Savoia e come il Circolo contribuirà a realizzarla?

«Bella domanda, ma anche complicata. Mi chiede un vero e proprio programma politico-elettorale.

Al momento non so dirle se e come il “Circolo degli Amici” abbia intenzione di trasformarsi in un movimento politico finalizzato alle prossime elezioni comunali, né so se confluirà in partiti o in altri movimenti politici già esistenti.

Personalmente, e sottolineo personalmente, provo a tracciare, così su due piedi e in modo molto sintetico, la mia visione.

Abbiamo una via già tracciata e obbligata che dobbiamo continuare a percorrere, ovvero quella del TURISMO. Molti passi in avanti sono stati fatti con la nascita diffusa di B&B, ristoranti e locali di alto livello, ma non basta.

Occorre fare il salto di qualità: penso alla creazione di spa e centri benessere, all’offerta, da parte dei nostri operatori turistici, di pacchetti salute combinati con mare e natura.

È vero, le nostre strutture di accoglienza non hanno capienze, in termini di stanze, molto elevate, ma consorziandosi potrebbero sopperire a tale mancanza. Potrebbero partecipare a tutte le fiere del turismo per vendere il prodotto Margherita (al momento mi risulta che solo alcuni B&B associati, mi viene in mente il gruppo Issalen e l’Hotel Terme, lo fanno con buoni risultati).

Voglio ricordare che oggi esiste la possibilità, seppur con qualche superabile limitazione, di acquistare le stesse acque salsobromoiodiche usate dalle terme per utilizzarle in piscine idromassaggio o percorsi Kneipp, che sicuramente possono attirare clientela.

Non fossilizziamoci sul discorso inalazioni: diventerebbe molto complicato tra autorizzazioni sanitarie, spazi idonei e normative, che oggi quasi nessuna struttura esistente possiede.

Auspico, chiaramente, che ci sia una completa liberalizzazione delle acque termali, che grandi gruppi alberghieri possano interessarsi alla questione e, nel contempo, spero vivamente che l’attuale società Terme metta mano a una ristrutturazione a 360°, avendo avuto modo di raccogliere numerose lamentele al riguardo.

Occorre creare altri eventi di respiro internazionale, come il Festival degli Aquiloni (complimenti all’ASBA), e penso ad un quartiere fieristico vero e proprio, dove ospitare eventi ed espositori del settore turistico.

Si metta mano immediatamente al progetto Nervi, visto che i fondi sono già disponibili, per trasferire il Museo della Salina e i reperti archeologici che potrebbero emergere dagli scavi acquatici nella zona di mare a Torre Pietra (anche per questo, se non ricordo male, dovrebbero esserci finanziamenti).

Penso a mercatini e festival gastronomici, a manifestazioni (musica dal vivo e spettacoli) sulla spiaggia.

Una bella esperienza e dimostrazione l’abbiamo avuta con l’Albero di Natale sulla spiaggia.

Penso a gare di beach volley, noleggio bici e punti di informazione distribuiti in più zone del paese.

AGRICOLTURA - Recuperare la nostra tradizione modernizzando l’agricoltura con nuove tecniche di coltivazione e raccolta. Creare il marchio IGP anche per patate e carote, rafforzando l’immagine dei nostri prodotti unici, coltivati nella sabbia.

Mi piace molto il progetto di SALICOLTURA MARINA, di cui si è parlato qualche mese fa (ingegner Ciro Zeno e Confagricoltura, se non ricordo male).

Valorizzare e incrementare la coltivazione e il consumo della salicornia (lo chef Salvatore Riontino credo abbia già avviato un percorso in questo senso).

DECORO URBANO E PIANO DEL VERDE - Esorto a dare immediata esecuzione ai progetti di rigenerazione urbana, visto che anche qui abbiamo finanziamenti (mi pare 1.725.000 euro del fondo di coesione).

Si realizzi il Parco Urbano di Zona Regina.

Un paese pulito e un verde ben tenuto attraggono più turisti.

SICUREZZA - Insistere con gli organi preposti per aumentare il numero delle forze dell’ordine sul nostro territorio. Esorto l’amministrazione a non stancarsi in questo.

RACCOLTA DIFFERENZIATA - Brevemente: rimodulare il servizio di raccolta e aumentare lo spazzamento delle vie cittadine, specie delle traverse, che non vengono pulite da anni.»

In che modo la citazione del Presidente Mattarella sulla speranza come “impegno” influenza il suo attivismo nel Circolo?

«Sono in perfetta sintonia con il Presidente Mattarella: la speranza siamo noi. Non è una speranza di attesa inoperosa, ma è e deve essere una speranza attiva. Dobbiamo essere noi gli artefici del nostro futuro e non dobbiamo stancarci o demotivarci, ma dobbiamo sempre tentare strade nuove, trovare soluzioni ai problemi.

Vede, Direttore, provengo da una famiglia tradizionalmente impegnata in politica e nel sociale. Lo abbiamo imparato da nostro padre, lo abbiamo nel sangue e, per questo, non riuscirò mai a fare l’inoperoso spettatore.»

Qual è la lezione più significativa che ha appreso sul rapporto tra cittadini ed istituzioni dopo anni di impegno pubblico?

«L’ascolto! Il cittadino ha bisogno di essere ascoltato, dalle cose più semplici a quelle più complesse. Ho sempre inteso la politica come servizio ed è per questo che mi piace ascoltare, spiegare e, se è possibile, trovare soluzioni.

Ricordo che qualcuno, pensando di offendermi, mi ha definito in passato “Presidente social”. Mai definizione mi fu così gradita: significava dire che ero sempre lì a cercare di spiegare ai cittadini le cose, anche sui social, che sono diventati un enorme mezzo di diffusione delle notizie.

Concludo citando il mio amato presidente Sandro Pertini: “Non può esserci libertà senza giustizia sociale e non può esserci giustizia sociale senza libertà.

Grazie ancora per la piacevole conversazione e spero di non annoiare i lettori del suo giornale quando pubblicherà questa chiacchierata. Grazie anche a nome di tutti gli amici del Circolo.»

GIUSEPPE DALOISO