TRINITAPOLI - Una docente dell’Istituto Alberghiero di Margherita di Savoia lo aveva detto alla mamma di Gaetano Mozzo durante i colloqui scolastici: “Signora, suo figlio farà molta strada!”. E la prof aveva ragione.
Tano, 31 anni, di chilometri nella sua ancor breve vita ne ha percorsi tantissimi. Ha cominciato a lavorare a 16 anni, dapprima in Italia, nei locali di Peschici e Rimini, poi all’estero, in Inghilterra, ed in ogni ambiente di lavoro si è fatto sempre apprezzare per l’impegno e per la sua impeccabile professionalità.
Poco più che ventenne, ha deciso di andarsene in Australia. Per alcuni anni ha prestato la sua opera nei ristoranti, come cameriere e direttore di sala, e poi si è occupato anche della vendita delle nuove automobili della Subaru.
Ha lavorato tantissimo per nove anni e tanti sono stati i sacrifici che gli hanno consentito di aprire a Melbourne un locale tutto suo: No22 Cafe, il numero 22 inserito nella sua insegna a perenne ricordo del 2022, l’anno della sua fondazione. Testimonial dell’attività imprenditoriale è stato uno dei proprietari di un ristorante dove aveva lavorato prima di ottenere la cittadinanza australiana (nella foto con in mano il certificato di cittadino australiano).
Le sue origini italiane, però, si materializzano ogni giorno nella sua caffetteria. Basta dare un’occhiata ad uno dei suoi menù per immaginare di avere di fronte la Puglia e la cucina della sua casa di Trinitapoli: focaccine pugliesi, mozzarella fresca, burrata, mortadella e tant’altro abbinato ad un crodino.
Trinitapoli perde un altro dei suoi bravi figli?
Non crediamo proprio. Tano ritornerà tra qualche anno nella sua città di origine. È un suo sogno che ha confessato su Facebook, dopo essere ripartito questa estate per l’Australia: “È sempre difficile salutarsi… Difficile perché ogni volta che torni capisci il motivo per il quale siamo la nazione più invidiata nel mondo… Il nostro stile di vita, il cibo, la moda, la nostra cultura, le tradizioni.
Siamo il paese più bello del mondo.
La domanda che spesso mi faccio è: perché in un paese del genere siamo sempre noi (giovani) ad andarcene?
(…) Sono 10 anni che sono fuori e sono orgoglioso, perché stando lontano dalla mia Italia ho imparato ad apprezzare e ad amare di più la nostra cultura e le nostre tradizioni che al momento, per alcuni, è solo occasione per monetizzare.
Ho lasciato l’Italia con la speranza di ritornarci e temo che questo rimarrà per sempre un sogno ahimè, quel sogno che si rinnova ogni volta che verrò in vacanza.
Voglio ancora una volta ringraziare tutti. E sempre bello ritrovarvi. La cosa più bella per me è tornare a casa e poter in qualche modo aiutare i miei cari nelle faccende ordinarie. Ci vediamo e abbiate cura di voi”.
Se vi capita di passare da Melbourne, ricordate di andare al No22 di sabato, il giorno in cui si mangia italiano dalle ore 9 alle ore 14. Ci penserà Tano a farvi sentire a casa vostra.
ANTONIETTA D’INTRONO