SAN FERDINANDO DI PUGLIA - «Game over». È la sintesi amara con cui il Comitato spontaneo degli agricoltori di San Ferdinando di Puglia descrive la situazione attuale: l’acqua nell’invaso di Marana Capacciotti è terminata e la stagione irrigua 2025 si è conclusa, lasciando pescheti, vigneti e oliveti senza possibilità di approvvigionamento.
Gli agricoltori parlano di una stagione «partita male, proseguita in modo disastroso e finita peggio», aggravata non solo dalla scarsità di risorse idriche dovuta alla siccità, ma anche - a loro avviso - da scelte gestionali del Consorzio per la Bonifica della Capitanata che, negli ultimi dieci anni, avrebbero messo in luce criticità strutturali.
Criticità e scelte contestate
Tra le problematiche segnalate figura la scarsa manutenzione delle griglie della Traversa di Santa Venere, tripartitore sul fiume Ofanto in agro di Rocchetta Sant’Antonio, che limiterebbe l’afflusso d’acqua verso l’invaso di Capacciotti nei periodi di piena. «Ad oggi - denuncia il Comitato degli agricoltori - non è chiaro chi debba occuparsi di questa manutenzione».
Ad inizio stagione, con la diga riempita a poco più di 26 milioni di metri cubi, il Consorzio ha fissato una dotazione di 600 metri cubi per ettaro e l’avvio dell’erogazione il 15 maggio. Una decisione contestata sin dall’inizio perché ritenuta penalizzante per le coltivazioni precoci di pesche e albicocche.
Durante la seduta della IV Commissione Regionale del 5 giugno scorso, la dirigenza del Consorzio ha motivato la scelta con l’esigenza di garantire acqua fino a fine stagione alle colture di pesche tardive, uva da vino e olive. «Prodotti - osserva il Comitato degli agricoltori - che, a partire dal 14 agosto, non potranno comunque più essere irrigati».
Ritardi, guasti e blocchi
Il Comitato degli agricoltori segnala inoltre che, all’avvio della stagione irrigua, circa il 70% dei punti di prelievo (“picchetti”) non erogava acqua a causa di guasti alle condotte distrettuali o blocchi dei codici di attivazione. Particolarmente penalizzato il Distretto 5, che copre gran parte del territorio comunale, entrato a regime soltanto nella prima settimana di giugno, con danni significativi alle colture.
«La gestione dei picchetti bloccati è stata imbarazzante - aggiunge il Comitato degli agricoltori -. In alcuni casi si è atteso fino a dieci giorni per lo sblocco, con numerose segnalazioni e lunghe code agli uffici, ormai irraggiungibili al telefono».
Dubbi sulla gestione delle risorse
Gli agricoltori contestano anche il calcolo delle dotazioni idriche. «Con l’invaso pieno a 48 milioni di metri cubi - ricordano - la dotazione è sempre stata di 2.050 mc/ha, con acqua fino a novembre. Quest’anno, con 26 milioni e soli 600 mc/ha, le risorse sarebbero dovute bastare, se non avanzare. Cosa è successo?».
Tra le domande rivolte al Consorzio rientrano anche la gestione delle turnazioni negli arenili di Zapponeta e Margherita di Savoia - dove in passato l’erogazione veniva sospesa dal 15 giugno al 15 agosto - e lo stato delle vasche di accumulo di Trinitapoli e di quella destinata alle acque reflue di Cerignola. Inoltre, il Comitato critica il trasferimento delle competenze di manutenzione dalla sezione ingegneria a quella agraria, ritenendolo un passo indietro in termini di efficienza, con guasti ripetuti e tempi di ripristino fino a quindici giorni.
Verso un’azione comune
Nei prossimi giorni il Comitato spontaneo degli agricoltori incontrerà l’Amministrazione comunale di San Ferdinando di Puglia per valutare iniziative, anche legali, e per coordinare un’azione con gli altri comuni della Sinistra Ofanto. «Chi ha sbagliato - concludono gli agricoltori - deve assumersi le proprie responsabilità».
GIUSEPPE DALOISO