Crisi irrigua, confronto a San Ferdinando di Puglia tra istituzioni ed operatori del settore

SAN FERDINANDO DI PUGLIA - La crisi idrica torna al centro del dibattito pubblico. Il 27 marzo, nell’auditorium dell’Istituto “Dell’Aquila”, si è svolto l’incontro “Crisi irrigua, problemi e soluzioni”, promosso dall’associazione Agricola Viva San Ferdinando. Un confronto tra istituzioni, tecnici e operatori per fare il punto su una criticità ormai strutturale per il territorio.

A coordinare i lavori la dott.ssa Maria Rosaria Dilillo, che ha ringraziato il dirigente scolastico Daniele Del Vescovo per l’ospitalità e l’associazione promotrice per l’iniziativa. In apertura ha richiamato il valore strategico del tema: la tenuta del comparto agricolo incide direttamente sull’equilibrio economico e sociale della comunità.

Saluti istituzionali affidati al presidente della Provincia, Bernardo Lodispoto, che ha definito la crisi irrigua “una grave emergenza strutturale”, ricordando i danni subiti nel 2024 e la necessità di accelerare l’attuazione degli interventi, seguendo con attenzione l’iter dei finanziamenti.

Il dibattito è entrato nel vivo con l’intervento del presidente di Agricola Viva, Davide Celentano, che ha ribadito il ruolo dell’associazione nel rappresentare le istanze degli agricoltori e nel coinvolgere le nuove generazioni. “L’acqua è trasparente, non ha colori”, ha affermato, richiamando alla responsabilità condivisa.

Di taglio tecnico l’analisi del dott. Antonio Acquaviva, che ha esaminato le criticità del sistema irriguo locale, con particolare riferimento alla diga di Capacciotti e al sistema dell’Ofanto: il nodo resta la disponibilità idrica necessaria a completare i cicli produttivi. Tra i problemi segnalati, la carenza di manutenzione delle infrastrutture e una governance complessa, articolata su più enti e territori. Acquaviva ha inoltre chiarito che gli interventi su altri bacini, come Occhito, non incidono direttamente sulla sinistra Ofanto, che dipende da un sistema distinto.

Sul fronte delle soluzioni, Acquaviva ha illustrato due proposte progettuali per incrementare la capacità di adduzione verso Capacciotti, indicando nella “soluzione A1” l’opzione più sostenibile ed efficace, con ricadute economiche rilevanti per il comparto.

In collegamento da remoto, il consigliere regionale Antonio Tutolo ha attribuito le criticità a decenni di mancati interventi infrastrutturali, sottolineando l’assenza di una visione di lungo periodo. Sulla stessa linea il consigliere regionale Marcello Lanotte, che ha richiamato la necessità di un rapporto più diretto tra istituzioni e territorio e di una maggiore responsabilità politica.

A chiudere il confronto l’on. Giandiego Gatta, componente della Commissione Agricoltura, che ha illustrato le misure adottate a livello nazionale, tra cui il decreto sulla siccità e gli strumenti per semplificare gli interventi sugli invasi, con l’obiettivo di velocizzare le procedure e aumentare la capacità di stoccaggio. Nel suo intervento, Gatta ha annunciato anche il piano strategico “Coltiva Italia”, con uno stanziamento di circa un miliardo di euro per il triennio 2026-2028: il programma punta a rafforzare le principali filiere produttive, sostenere l’imprenditoria giovanile e favorire l’innovazione tecnologica, in un’ottica di maggiore competitività e resilienza del sistema agricolo.

In chiusura, la moderatrice Maria Rosaria Dilillo ha richiamato il senso dell’iniziativa: il tema dell’acqua riguarda il futuro delle famiglie e del territorio. Un punto di partenza che, nelle intenzioni dei partecipanti, dovrà tradursi in azioni concrete.

LUCIA DARGENIO