Caro energia, Confcommercio Bari-BAT lancia l’allarme: a rischio la sostenibilità delle imprese

BARI - Il caro energia torna a pesare sulle imprese del territorio, con effetti destinati a protrarsi nel tempo. Le tensioni internazionali e il conflitto in Iran iniziano a produrre ricadute concrete anche tra Bari e la provincia BAT, con un aumento dei costi di energia elettrica e gas che colpisce trasversalmente il settore terziario.

A lanciare l’allarme è Confcommercio Bari-BAT. «Non è solo un problema di rincari, ma di sostenibilità per le imprese», afferma il presidente Vito D’Ingeo, evidenziando come lo scenario attuale presenti caratteristiche diverse rispetto alla crisi energetica del 2022.

Se allora i picchi furono elevati ma temporanei, oggi i rincari risultano più contenuti ma destinati a durare più a lungo, con il petrolio che potrebbe arrivare fino al 50% in più rispetto ai livelli pre-crisi. Una prospettiva che preoccupa soprattutto il tessuto economico locale, composto in gran parte da micro e piccole imprese già alle prese con margini ridotti.

L’aumento prolungato dei costi energetici rischia di comprimere ulteriormente la redditività, incidendo su investimenti e gestione operativa e, nei casi più critici, anche sui livelli occupazionali. Secondo Confcommercio, il rischio è un indebolimento progressivo del sistema imprenditoriale, con ripercussioni sull’economia dei centri urbani e sulla tenuta del lavoro.

Per questo, accanto agli interventi emergenziali, l’associazione sollecita misure strutturali capaci di ridurre stabilmente il peso dell’energia, favorendo soluzioni più sostenibili e investimenti in efficienza energetica. Una sfida di medio-lungo periodo che richiede risposte rapide e coordinate: in assenza di interventi concreti, il caro energia rischia di trasformarsi da emergenza temporanea a freno strutturale per la crescita economica del territorio.

LUCIA DARGENIO