MARGHERITA DI SAVOIA - Tra tradizione, nuove sfide organizzative e uno sguardo già proiettato al futuro, le feste patronali di Margherita di Savoia si preparano ad una nuova fase di crescita. Ne abbiamo parlato con Giuseppe Napoletano, presidente del Comitato Feste Patronali, che ripercorre i momenti più significativi delle celebrazioni 2025 e illustra criticità, novità normative e progetti in cantiere per rendere le feste del 2026 ancora più partecipate e rappresentative dell’identità di Margherita di Savoia.
Guardando ai festeggiamenti dello scorso anno in onore del Santissimo Salvatore e di Maria SS. Addolorata, quale bilancio complessivo può tracciare in termini di partecipazione, coinvolgimento della comunità e risultati raggiunti?
«Il bilancio è decisamente positivo. Le feste patronali non sono semplice intrattenimento: rappresentano un patrimonio storico e culturale da custodire, capace di trasmettere fede ma anche tradizioni, usi e costumi che si tramandano di generazione in generazione.
Siamo entrati in carica a fine maggio 2025 (leggi), con tempi molto ristretti, ma grazie alla collaborazione di persone competenti e disponibili siamo riusciti ad organizzare due feste che hanno raccolto un apprezzamento diffuso (leggi). Abbiamo recuperato elementi identitari della tradizione, come luminarie più imponenti e il ritorno dei fuochi d’artificio, anche sul mare e in Salina, registrando una risposta entusiasta da parte della cittadinanza.
Sul piano musicale abbiamo costruito un programma capace di coinvolgere pubblici diversi: dalla musica popolare partenopea fino all’elegante concerto di Karima, accompagnata dall’orchestra diretta dal maestro Agostino Ruscillo. In quell’occasione è stato conferito un riconoscimento anche all’attore Giulio Beranek, protagonista della fiction Gerri. (Approfondimenti)
Per l’Addolorata, il tributo a Massimo Ranieri, la comicità di Sasà Spasiano, volto noto della comicità televisiva e protagonista di Zelig, e il concerto delle Cherry Bombs hanno animato le piazze e rafforzato il senso di partecipazione.
Desidero ringraziare tutti: dai cittadini che hanno contribuito, anche con piccole donazioni, agli sponsor principali, fino all’amministrazione comunale, per il sostegno e la collaborazione dimostrati».
Quali sono state le principali criticità organizzative emerse durante le feste patronali 2025 e in che modo il Comitato è riuscito ad affrontarle e superarle?
«L’unica nota meno positiva ha riguardato il limitato coinvolgimento di alcuni commercianti e lidi balneari. Probabilmente non c’è stato il tempo necessario per una concertazione preventiva più approfondita. Auspico che per il 2026 si possa fare di più in questa direzione, anche perché le feste patronali generano ricadute economiche importanti per il territorio.
Stiamo inoltre lavorando affinché venga inserito stabilmente nel bilancio preventivo del Comune un capitolo dedicato alle feste patronali, così come avviene già in molte altre città».
Nei mesi scorsi si è discusso ampiamente del nuovo decreto sicurezza e delle disposizioni che regolano la gestione di fiere e bancarelle durante gli eventi di piazza. Può spiegare in che modo queste novità normative incideranno sull’organizzazione delle feste patronali di quest’anno?
«L’impatto sarà significativo. Le nuove disposizioni prevedono l’obbligo di mantenere libere le traverse carrabili che intersecano le vie principali, con la conseguente riduzione degli spazi disponibili per le bancarelle o la necessità di individuare aree alternative.
Inoltre non sarà più consentito l’utilizzo di generatori autonomi di corrente: occorrerà garantire allacci regolari alla rete elettrica, con inevitabili costi aggiuntivi. Questo comporterà minori introiti a fronte di maggiori spese, in un contesto in cui luminarie, forniture energetiche e cachet artistici registrano aumenti costanti.
Proprio per questo abbiamo già avviato interlocuzioni con l’amministrazione comunale e con il Comando di Polizia Locale, al fine di pianificare per tempo ogni aspetto organizzativo».

Quali progetti culturali e sociali sono attualmente in fase di confronto con il Comune per valorizzare non solo la dimensione religiosa della festa, ma anche l’attrattività turistica e culturale del territorio?
«Il rapporto con l’amministrazione è positivo. Lo scorso anno si è registrata una collaborazione concreta, pur nella consapevolezza che si possa sempre migliorare. Abbiamo già svolto un primo incontro con il sindaco e la giunta per affrontare in maniera organica i temi della sicurezza e degli aspetti economici legati all’organizzazione.
Parallelamente stiamo valutando iniziative finalizzate a valorizzare il territorio sotto il profilo culturale e turistico, come manifestazioni itineranti a carattere enogastronomico e il coinvolgimento di associazioni giovanili dotate di significative capacità organizzative».
Quali novità di programma possiamo attenderci per le feste patronali di quest’anno rispetto alla tradizione consolidata? Sono previste nuove celebrazioni civili, rievocazioni storiche, concerti o specifici momenti di intrattenimento?
«Stiamo valutando la possibilità di utilizzare piattaforme in mare per spettacoli pirotecnici ancora più suggestivi e sicuri. Guardiamo inoltre a soluzioni innovative in prospettiva futura, come show con droni integrati ai fuochi d’artificio e luminarie musicali sincronizzate. Al momento si tratta di progetti con costi ancora elevati, ma rappresentano obiettivi concreti sui quali intendiamo lavorare nei prossimi anni.
Sul fronte musicale siamo alla ricerca di nomi di spessore, con un’attenzione particolare anche al pubblico più giovane, senza rinunciare a una serata pensata per coinvolgere turisti e famiglie».
Quale messaggio desidera rivolgere ai cittadini in vista delle feste patronali 2026?
«Le feste patronali rappresentano un vero fiore all’occhiello per la città. Non sono soltanto celebrazioni religiose, ma l’espressione concreta di una comunità viva, che si riconosce nella propria storia e nelle proprie tradizioni.
Per questo rivolgo un appello alla partecipazione di tutti. Lo scorso anno abbiamo introdotto un IBAN per le donazioni, una novità molto apprezzata anche dai margheritani che vivono fuori e che, pur lontani, hanno voluto dimostrare il loro attaccamento alla città. È un segnale importante: tradizione e fede restano profondamente radicate nei cuori dei nostri salinari.
Ora vogliamo compiere un ulteriore passo avanti, coinvolgendo in modo più strutturato le associazioni culturali e sportive, sia nella raccolta fondi sia nell’organizzazione di eventi collaterali. Le feste patronali devono diventare sempre più un progetto condiviso, costruito insieme.
Confidiamo nell’aiuto divino, certo, ma anche nel senso di responsabilità e nella partecipazione concreta dei cittadini: solo lavorando uniti potremo rendere le feste del 2026 ancora più belle e davvero rappresentative della nostra identità».
È possibile effettuare una donazione tramite bonifico bancario:
Comitato Feste Patronali Margherita di Savoia
IBAN: IT66W0860678580000000113772
Causale: Contributo Feste Patronali Margherita di Savoia
LUCIA DARGENIO